Raccolta fondi per il basket locale  Basta fare un canestro da 4... euro
Carlo Recalcati e Pierluigi Marzorati tra i testimonial dell’iniziativa

Raccolta fondi per il basket locale

Basta fare un canestro da 4... euro

“Mi faccio in quattro”il nome dell’iniziativa appoggiata da “La Provincia”. Novanta giorni di tempo e obiettivo 15mila euro.

Un virus,abbiamo imparato in questi mesi difficili,si combatte con comportamenti virali.In realtà, in queste terre, le nostre province, in cui il basket è più di uno sport, lo sapevamo già benissimo: nessuno vince le partite da solo, serve un gioco di squadra.

Ecco, il gioco di squadra è il principio ispiratore di una iniziativa che la redazione sportiva de “La Provincia” sposa in pieno: una campagna di crowfunding, evoluzione social della vecchia raccolta fondi, un passaparola che deve coinvolgere quante più persone possibili, per distribuire risorse che saranno fondamentali per la ripresa dell’attività. Perché in assenza, ancora di indicazioni precise, una cosa è certa: la prossima stagione sarà difficile con ricavi da sponsorizzazioni e contributi in calo e spese, basti pensare alla sanificazione degli impianti, in aumento.

Il crowdfunding è insomma un gioco di squadra in cui l’unione fa la forza, il campo di gioco è la piattaforma DeRev dove i promotori hanno appoggiato il progetto “Mi faccio in quattro per …”. Si raccolgono i soldi per le attività principalmente schermistiche a Roma, presto per i campionati giovanili in provincia di Treviso e, da oggi, per le società di basket delle province di Como, Lecco e Sondrio.

Si entra in www.derev.com, si punta dritti alla sezione sport e qui fa bella mostra di sè l’immagine della campagna “Mi faccio in quattro per il basket del comasco” sintesi che, spiegano gli esperti, serve per essere più facilmente riconoscibili da Google. Ma i veri testimonial dell’iniziativa,che pure ha padri nobili in Marzorati, Recalcati e Riva, sono proprio i giocatori, gli allenatori, i genitori, gli amici.

Insomma, la grande famiglia del basket che accetta donazioni di un minimo di 4 euro, ecco spiegato il nome, per arrivare il prima possibile ad almeno 15mila euro. Non solo: fatto il versamento, si può indicare sulla piattaforma il nome della società sportiva preferita che così, al momento della distribuzione del ricavato, magari riceverà di più, o almeno si sarà piazzata bene nel campionato della solidarietà che su queste pagine seguiremo con attenzione e la stessa continuità con cui si impegnano gli organizzatori.

Novanta giorni di tempo per arrivare al traguardo: tanti, pochi? Allenati da grandi ripassi della proprietà distributiva, dicono che basterebbero 3.750 donatori, un po’ meno della capienza del Pianella, sicuramente meno gente di quella che, in questi mesi, ha sofferto per la mancanza del basket. Un popolo che si riconosce nelle parole di Luca Zappa, uno dei primi donatori, felice di avere segnato un canestro da… 4 euro.

«Ho sempre giocato,con pessimi risultati, e sono andato a vedere partite ovunque - osserva -. Posso solo immaginare le difficoltà di questo momento, soprattutto per le realtà più piccole e locali. La passione delle persone che portano avanti tra mille sacrifici il nostro sport non può essere interrotta da questa parentesi che stiamo vivendo. Bello pensare che un piccolo gesto possa essere di aiuto».

Oggi insomma comincia un campionato nuovo, diverso: ogni squadra gioca per il suo futuro e per quello delle squadre avversarie; ogni gruppo deve imparare a contarsi come una community, qualcosa che non si esaurisce sul campo da basket e rappresenta piuttosto una forte identità sociale e social del territorio. Non è nemmeno una gran meraviglia per queste pagine: DeRev vuole dire “The revolution”, come Ai lov dis gheim vuol dire amo il basket. Forza allora: basta un canestro da 4 euro.


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