Ruta e il nuovo record del mondo «Meglio l’acqua del remoergometro»
Pietro Willy Ruta al remoergometro

Ruta e il nuovo record del mondo
«Meglio l’acqua del remoergometro»

Il menaggino si conferma il miglior peso leggero azzurro in circolazione

A due mesi dal record sui 5000 metri, Pietro Willy Ruta ha stabilito un nuovo primato al remoergometro: 9156 metri in 30 minuti. L’impresa è stata compiuta dal comasco delle Fiamme Oro, attuale numero uno dei pesi leggeri azzurri, nel corso della home race, organizzata dalla Federazione Italiana Canottaggio e che ha registrato una larga partecipazione di tutte le categorie.

La gara ha anche creato qualche problema, specialmente alle categorie giovanili, nella trasmissioni dei filmati. «C’è una procedura particolare da seguire – spiega Ruta – per arrivare alla fine con la trasmissione del video al giudice arbitro, che osserva le sequenze e prende i tempi, dopo di che tutti i dati vengono acquisisti dal sistema centrale per la determinazione delle classifiche finali».

Ma i passaggi da seguire possono creare difficoltà? «Occorre seguire bene la procedura, o da soli o con l’allenatore, posizionando lo smartphone in modo da inquadrare sia lo schermo sia il volano che gira mentre si rema. Alla fine lo schermo deve essere fissato per 10 secondi, dopo di che si manda il video on line. Non è complicato».

Remare a secco in questi mesi di lockdown non è diventato monotono per tutti? «A essere sinceri eravamo un po’ stufi, ma per fortuna la situazione è migliorata e siamo tornati ad allenarci in acqua, cercando di uscire il più possibile per recuperare il gap che si era creato. Speriamo che continui così e si possa tornare presto anche alle gare. Ci mancano proprio tanto».

Quindi il remoegometro perderà il suo protagonismo? «No. Continuerà ad essere uno strumento indispensabile se usato nei tempi giusti. In genere al pomeriggio o quando il meteo è avverso e il lago brutto. Normalmente si usa tre volte alla settimana».

Qual è la sua funzione? «Quella di integrare l’uscita in barca. Soprattutto serve per fare lavori di forza con l’innalzamento delle medie. La tecnica di voga, invece, si perfeziona solo con l’uscita in barca».

La forza esercitata al remoergometro è pari, superiore o inferiore ai colpi nel massimo sforzo in gara? «Sono forze uguali come potenza, ma prodotte in modalità diverse: immediata e decisa usando l’attrezzo, più sensibile in barca. L’esercizio al remoergometro in condizioni stabili serve a tenere i muscoli allenati, sempre in grado di esprimere il massimo sforzo al momento che serve in barca, dove le condizioni del campo di regata o delle semplici uscite di allenamento sono variabili. In pratica si cerca la migliore tecnica possibile per fare meno fatica all’inizio della gara e poi dare il massimo nelle fasi decisive».

Il record di sabato è stato ufficializzato? «Sì da parte di Concept Italia (il produttore mondiale di remoetgometri, n.d.a) e mi deve rispondere Concept internazionale, che sicuramente me lo convaliderà. Questo record, come quello dei 5000 metri, l’abbiamo costruito a Sabaudia grazie al gioco di squadra delle Fiamme Oro, con gli allenatori Valter Molea e Fabrizio Gabriele».

A quando il prossimo? «Dipende se ci sarà qualche altra gara indoor. Ma adesso che la situazione sanitaria sta migliorando, mi voglio concentrare sugli allenamenti in barca, sulle gare che spero ci possano essere quest’anno e alle Olimpiadi di Tokyo del 2021».


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