Se ne è andato anche Posca Uno degli ultimi galantuomini
Un sorridente Gildo Posca

Se ne è andato anche Posca
Uno degli ultimi galantuomini

Per tutti era il Gildo: lo piangono basket (soprattutto la Comense), nuoto e calcio ma non solo

Viene facile pensare alla Comense, l’ultimo e il forse il più grande dei suoi amori. Ma lui è stato uno sportivo a tutto tondo, di quelli da trincea e non solo da tribuna. E quindi non si possono dimenticare i suoi trascorsi in altro discipline, dal calcio al nuoto, tra gli altri.

Se n’è andato a 81 anni anche Gildo Posca, uno degli ultimi galantuomini del nostro sport. E lo ha fatto in silenzio, senza clamore. «Un po’ troppo in fretta - ricorda tra le lacrime e i sorrisi di tenerezza il figlio Dante -. Quando ci avevano detto “sarà questione di mesi”, non trattandosi di anni, abbiamo sperato fossero almeno undici, invece non è stato così».

Per minare il suo forte fisico (e una mente lucidissima fino alla fine) c’è voluto, ironia della sorte, che la bestia gli attaccasse i polmoni, quelli che aveva diligentemente messo a disposizione della grande Comense, dalle tribune del Palasampietro ai gradoni di mezza Europa. Lui, sempre lì, riconoscibile e riconosciuto. A fare a trombettate con il Pucci, i due Della Torre - Matteo e Giampiero - e la “Cheru” Meroni (giusto per citarne qualcuno).

E non è un caso che ieri mattina, tra le prime ad accorgersi della triste notizia, sia stata proprio la capitana di quel Dream Team, Viviana Ballabio. Per un tam tam (grande l’idea di raccogliere tutti i pensieri sotto un unico post e una foto sorridente) che ha valicato le Alpi e i colori di maglia e che ha raggiunto l’apice con il ricordo social della sua “Jurga”, al secolo Jurgita Streimikyte (guai a chi gliela toccasse...), giusto giusto dalla Lituania.

Ma con il Gildo si stava delle ore a parlare di sport (magari al tavolo della pizzeria del Giampiero). Di nuoto, con l’Ice Club degli anni d’oro, del quale è stato direttore sportivo sotto le presidenze Dal Pont e Bigio. O del calcio dilettantistico che fu a Tavernerio, con lui abile ds e lestissimo uomo mercato.

Aveva, oltre alla pallacanestro, due altri grandi passioni: una tutta Rossa e una nerazzurra. Per cui, se mai quest’anno dovessimo assistere al ritorno della Ferrari campione del mondo o dell’Inter tricolore, sapremmo a chi rivolgere il pensiero.


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