«Sì, sono orgoglioso  di continuare a Cantù»
Cesare Pancotto, 65 anni, marchigiano di Porto San Giorgio, siederà di nuovo sulla panchina canturina

«Sì, sono orgoglioso

di continuare a Cantù»

Intervista con l’allenatore della San Bernardo-Cinelandia dopo il rinnovo con il club.

Cesare Pancotto, il 65enne coach marchigiano di Porto San Giorgio, è reduce dall’11° posto in campionato, con 9 vittorie in 20 partite (situazione di classifica immortalata all’ultima giornata del girone d’andata così come è stato convenuto). Prima che l’emergenza sanitaria piombasse a gamba tesa anche nel massimo torneo.

Pancotto e Cantù di nuovo insieme per riprendere un discorso purtroppo interrotto...

«Continuare è il verbo più bello al quale soprattutto in momenti come questi si possa ricorrere. E al quale affidarsi. Un anno fa avevo sposato il progetto di voler tornare a essere Cantù anche con l’espressione tecnica del gioco. E questo rinnovo mi riempie d’orgoglio. Ne approfitto per ringraziare ogni singolo dirigente della società e chi alle loro spalle spinge, come gli sponsor. Una scelta comune alla quale crediamo fortemente. Così le responsabilità saranno maggiori. E maggiori saranno però anche le energie».

Lei ha una lunga carriera alle spalle, ma l’esperienza canturina le ha dato qualcosa di nuovo, di più, di diverso?

«C’è sempre una novità, ovunque. Soprattutto in chi la vuole cogliere. La Cantù di oggi è aperta alle novità, al cambiamento e al futuro. Ha forte tradizione e si poggia su basi solide e questa stessa tradizione la sta sviluppando con metodi e mezzi diversi dal passato. Il club anche nel pieno di questa autentica tragedia riesce a soffrire meno di altri perché grazie alle proprie idee innovative e al lavoro svolto per suffragarle si era già in qualche modo preparato al futuro. Tutto ciò nasce dai valori e dalla lungimiranza. Aver pensato a quel nuovo palazzetto è straordinario, così com’è straordinario voler valorizzare i giovani giocatori italiani».

L’intervista integrale sulla Provincia di mercoledì


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