Simulatore alla scuola di moto Arbolino si allena a Grandate
Il simulatore alla scuola di moto di Grandate

Simulatore alla scuola di moto
Arbolino si allena a Grandate

Il campioncino della Moto3 al lavoro nel Comasco: importante novità per il movimento

Mancava solo il simulatore, per rendere la scuola di moto di Como a Grandate al top per efficienza e tecnologia. E adesso è arrivato. Oddio, in realtà era già arrivato nei primi mesi dell’anno, ma la pandemia poi ha fatto chiudere tutto e ha rimandato l’utilizzo del marchingegno a queste settimane. Adesso che è tutto a posto (o quasi), ecco che la scuoladimoto SMC ha pensato addirittura a una festa ufficiale per la presentazione dell’accessorio virtuale: a fine giugno, con la presenza di ospiti di rilievo del mondo del motociclismo. Tra questi ci sarà anche Tony Arbolino, il pilota milanese della Moto3, uno dei giovani italiani più in vista del panorama agonistico italiano.

Arbolino si allena da tempo sulla pista di Grandate, e non per caso: da qualche tempo abita a Lugano nello stesso quartiere di Jorge Lorenzo del quale è diventato molto amico. È stato Lorenzo a indicare al giovane collega la realtà comasca, che era stata impostata anche da suo padre e dove lui stesso spesso si allenava. Arbolino ha cominciato a girare con le pit bike, minimoto da cross, ma adesso che c’è il simulatore è diventato ospite fisso della struttura. Passa ore e ore al simulatore, che (seppure in ritardo rispetto a quanto succede nell’automobilismo dove questo tipo di allenamento ormai è addirittura necessario per la formazione di piloti e squadre) anche nelle moto è diventato una pratica consueta.

Cos’è il simulatore? Si tratta di una moto vera (in questo caso una Yamaha R6) collegata a un sistema di leveraggi e ingranaggi tramite le ruote che consente di piegare e guidare come su una pista vera. Il tutto secondo le sollecitazioni di un tracciato (che si può scegliere) che passa sullo schermo davanti al pilota. Ormai la fedeltà di queste simulazioni è talmente alta che potrebbe servire anche per la messa a punto di una moto in vista si una gara. Qui il pilota impara a guidare sulle piste, impara le traiettorie, sente le sollecitazioni come se fosse in pista (l’affondare sulle forcelle in frenata, l’alzarsi della ruota anteriore in accelerazione, l’effetto del peso esercitato sulle pedane nell’operazioni di piega così da essere un allenamento) e può fare un allenamento indoor completo. Il simulatore può essere impostato su diverse categorie di moto, e le prestazioni sono in linea con il modello scelto. Può avere un effetto ludico (chi paga per provarlo può “giocarci” come un videogioco); un effetto didattico (i giovani piloti della scuola di moto, i più grandicelli quelli che già guidano sulle ruote alte) per conoscere le piste e i loro segreti; un effetto di training per i piloti fatti e finiti che passano ore e ore per limare le traiettorie e prendere sempre più confidenza con il mezzo e il tracciato.

Intanto la scuola di moto ha riaperto, è tornata ad essere la palestra per i giovani piloti della zona e anche Rato e Carnevali spesso ci vanno per passare qualche ore in sella. La scuola di moto, una delle più prestigiose d’Italia, ha aperto delle succursali anche a Orte (vicino Roma) e a Bari. Diventano una vera e propria realtà nazionale nell’ambito della scuola di motociclismo.


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