Spreafico: «Volevo imitare Ballabio Non mi è riuscito, ma è stato bello»
Laura Spreafico (Foto by Menegazzo)

Spreafico: «Volevo imitare Ballabio
Non mi è riuscito, ma è stato bello»

Ennesima stagione in serie A (con Costa) per la giocatrice di Asso

Con il raduno dell’altro giorno, è iniziata la terza stagione di fila della Limonta Costa Masnaga nella serie A1 femminile di basket.

La squadra lecchese cercherà di stupire ancora tutti e, anche se non sarà semplice, proverà ad alzare ancora di più l’asticella rispetto al quarto di finale giocato nello scorso campionato contro Venezia (che poi si è laureata campione d’Italia). Roster sempre giovanissimo, con ben 10 under su 15 ragazze della rosa, tanti talenti costruiti in casa, e non ultimo quattro giocatrici comasche.

E proprio l’assese Laura Spreafico, 30 anni e 16 campionati in A1, è la veterana delle biancorosse. Sarà lei la nuova capitana? «Essere tornata a venti minuti da casa, dopo quasi dieci anni lontana, è una cosa strana: non mi sembra vero poter avere la mia famiglia in tribuna e mi fa grande piacere - sottolinea -. Sono a Costa da gennaio e penso di essermi integrata bene. Cerco di trasmettere alle più giovani l’esperienza che ho acquisito, rimanendo me stessa. Non sono il tipo di giocatrice che vuole stravolgere il gioco della squadra, ma se c’è un pallone importante da giocare non mi tiro indietro».

Con la Comense sempre nel cuore, la carriera di Spreafico ha fatto tappa in altre piazze importanti. «Se mi guardo indietro, in tutti i posti mi sono trovata bene. Sul piano umano le emozioni più forti sono state l’essere tornata a giocare a Ragusa e a Broni, dove penso di aver lasciato un bel ricordo e dove sono stata accolta con affetto. E per una come me che predilige i rapporti umani, questi attestati di riconoscenza mi ripagano di tanti sacrifici. Poi ovviamente ricordo le vittorie a Schio».

«Però il mio sogno da piccolina – aggiunge Spreafico – era quello di ripercorrere le orme di Viviana Ballabio: che ha fatto tutta la carriera con la Comense (vincendo dieci scudetti e due Coppe dei Campioni..., nda.). Purtroppo come sappiamo non è andata così, e se da un lato mi dispiace, da un altro ho avuto la possibilità di confrontarmi con realtà diverse e di arricchirmi. Sono contenta per la carriera che ho fatto e per quello che sto facendo».

Ilaria Bernardi, 2005 di Figino, è stata promossa in pianta stabile in A1. Quanto a Roberta Tentori, 2004 di Como, è stata la prima a presentarsi al raduno.

Ma il ritorno più atteso è quello di Giorgia Balossi. La playmaker del 2002 di Como è tornata in campo a maggio dopo oltre un anno di ritiro dal basket.

«Mi è tornata la voglia di giocare, sono qua già dall’inizio della stagione ed è una bella soddisfazione. È un po’ come ricominciare daccapo - dice Balossi -. Ho fatto un anno di completo stop, non ho mai toccato un pallone. Non ne potevo più, dopo tredici anni sempre a giocare e allenarmi ero arrivata al limite, avevo bisogno di staccare. Adesso è bello riprendere e oltretutto qui è la mia seconda famiglia. Non è stato facile riprendere, so che devo lavorare ancora tanto e ci vorrà un po’ di tempo. Ma il mio obiettivo è tornare ad essere quella di prima, se non anche di più».


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