Supercoppa maledetta
per la Briantea84 baby

Per il secondo anno consecutivo, la supremazia dello scudetto non è servita a nulla. Il Santa Lucia Roma, ancora una volta, da perdente della finale tricolore ha saputo invertire il pronostico

Per il secondo anno consecutivo, la supremazia dello scudetto non è servita a nulla. Il Santa Lucia Roma, ancora una volta, da perdente della finale tricolore ha saputo invertire il pronostico, mettendo le mani sulla sua terza Supercoppa Giovanile (uguagliando il palmares della Briantea84).

Una Unipol assente e spaesata si è dovuta accontentare della polvere. Il risultato parla da solo: 18-55 in favore dei romani. Tutto davanti alle telecamere di Rai Sport, che trasmetterà la partita in differita martedì 8 ottobre alle 22.30 su Rai Sport 2.

E’ Santa Lucia a dettare le regole nei primi minuti del match: una partenza al rallenty per i Campioni d’Italia della Unipol che non riescono a trovare la giusta dimensione di gioco.

I capitolini non fanno favori a nessuno e a metà del primo quarto il verdetto è già crudele: canturini a bocca asciutta, Roma avanti di 11.

Non bastano i 2 punti infilati da Paolo Crespi, dopo ben 6 minuti di silenzio, a risollevare il quintetto biancoblu. Inarrestabile la cavalcata romana: 4-15 il punteggio al termine del primo quarto e Unopol aggrappata al canestro allo scadere di Davide Schiera che però è una pezza troppo esile.

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La trama sembra già scritta, è ancora Roma la regista di questa Supercoppa Giovanile, giocata per il terzo anno di fila al Serravalle Sport Domus di San Marino: la Unipol rincorre, in affanno, senza trovare la soluzione a un rompicapo che sembra irrisolvibile. L’offensiva formata da Crespi e Angelo Scopelliti dimostra un cattivissimo rapporto con il ferro. Il pressing dell’onnipotente Di Francesco fa il resto: all’intervallo lungo sono suoi metà dei punti realizzati dai capitolini. Roma docet, Unipol non pervenuta (10-25).

I gialloblù funzionano benissimo in tutti i comparti, attacco e difesa, nessuno escluso. Sicurezza, precisione, pochi errori e molta concretezza: questo è il Santa Lucia. Chiara e visibile è la differenza tra chi scende in campo con il fuoco negli occhi e chi, invece, negli occhi ha solo il fumo del panico. I capitolini sembrano interpretare alla lettera lo striscione dei tifosi: “Fatece largo”. Messaggio ricevuto, 12-41 il risultato alla terza sirena.

All’inizio dell’ultimo quarto la partita è ampiamente finita, la Unipol lo sa da un pezzo, forse da sempre. La quarta frazione di gioco è solo un penoso countdown per tornare negli spogliatoi. Il vantaggio del Santa Lucia cresce a dismisura, come la sua voglia di mettere le mani sulla Supercoppa. Che non è solo il primo trofeo della stagione, ma è il risarcimento della finale scudetto. Tutto meritato il 18-55 con cui i gialloblu allenati da Djodji Ntendarere mettono fine alla pena dei brianzoli.

«Serve un ripensamento generale – ha commentato Giovanni Cantamessa, visibilmente deluso per la magra figura rimediata – perché questa squadra, che ha vinto molto e della quale siamo tutti molto orgogliosi, oggi sembrava completamente fuori luogo. Abbiamo doversi giocatori che sono nella nazionale italiana under 22 e la loro dimensione non è più quella col canestro basso e il pallone da minibasket. Occorre rendersene conto. Ripartire dai giovanissimi per arrivare nuovamente, quando saremo pronti, a giocarci le grandi sfide».

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