Tassone: «Pensiero playoff? No, serve guardarsi dietro»
Maurizio Tassone con il pallone in mano contro Avellino (Foto by foto Butti)

Tassone: «Pensiero playoff?
No, serve guardarsi dietro»

L’esterno torinese dell’Acqua San Bernardo prezioso nel successo contro Avellino: «Non ho mai smesso di lavorare duro».

Con Avellino 9 punti, con tre triple e tre assist, in 17 minuti di grande intensità. Un punto fermo ormai Maurizio Tassone che si è guadagnato la stima del coach.

La cosa più importante è che anche ora che la situazione è oggettivamente più tranquilla, e qualche americano smarrito è tornato a giocare con intensità, il suo apporto non è cambiato e non era quindi solo frutto di un disimpegno di qualche giocatore.

«Non ho mai smesso di lavorare duro e mi sono sempre allenato con intensità per migliorare me stesso e lavorare per la squadra - fa presente l’esterno torinese -. Sono contento per come siamo usciti da quel periodo buio nel quale ci eravamo trovati. Personalmente credo che comunque quando tutta la squadra gira è più facile per tutti, anche per giocatori come me che non sono la prima soluzione offensiva».

Questa Cantù può guardare ai playoff, come aveva continuato a ribadire coach Pashutin anche dopo l’ottava sconfitta consecutiva? «Prima di tutto penso che per un po’ dovremmo ancora guardare a chi ci sta dietro - confessa -: certo, poi ha ragione il coach quando dice che questo roster può e deve puntare ai playoff. Credo che le prossime partite saranno fondamentali, se riusciremo a staccarci dalla zona retrocessione, è chiaro che allora potremmo iniziare a ragionare sui playoff. Ma prima di tutto guardiamoci dietro e lottiamo partita dopo partita. Abbiamo dimostrato che possiamo battere tutti ma anche prendere grosse imbarcate, non dobbiamo quindi perdere la concentrazione».


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