Tastiamo il polso al Cantù  «Rabbia Blakes, muscoli Calhoun»
Cantù il preparatore atletico allenamenti della Pallacanestro Cantù oscar pedretti (Foto by Andrea Butti)

Tastiamo il polso al Cantù

«Rabbia Blakes, muscoli Calhoun»

Parla Oscar Pedretti che cura i muscoli e la preparazione dei giocatori della Red October e, nel precampionato, è una delle figure centrali dello staff

La voglia di Blakes, la corsa di Udanoh, l’entusiasmo di coach Pashutin per ogni proposta. Oscar Pedretti cura i muscoli, la preparazione e la tenuta dei giocatori della Red October e, nel precampionato, è una delle figure centrali dello staff. Anche nel fare gruppo. Perché c’è una stagione lunga da preparare, con l’eventualità di un raddoppio se Cantù riuscirà a superare le qualificazioni di Champions e inserirsi così nel girone a otto squadre. A che punto è Cantù? «Direi a un buon punto, si lavora anche di prospettiva, tenendo conto degli impegni. E in questo momento l’obiettivo sono le incombenti qualificazioni di Champions». Sorpreso, ma non troppo, dalla condizione dei giocatori al loro ritrovo in palestra, a Pedretti sono stati immediatamente affidati, via via che arrivavano, tutti gli atleti tesserati dalla società: «Tutti hanno lavorato prima del loro arrivo a Cantù. Ci sono alcuni atleti quasi maniacali, altri incredibilmente predisposti al lavoro, si nota negli americani una cultura evidentemente appresa al college». Non mancano gli esempi: «Calhoun è un manuale di pesistica, per esempio. Con gli attrezzi sa fare tutto. Udanoh ha il 6,5% di massa grassa, è vegano ed è un talento nella corsa, ha una grande tecnica come ha dimostrato in ritiro a Chiavenna. Blakes ha invece una grande e positiva rabbia interiore. Tassone e Parrillo avevano un piano personalizzato, è stato più facile seguire il loro avvio di stagione. Il più in forma? No, questo non lo dico, non è mia abitudine fare paragoni: ogni atleta è paragonabile solo a se stesso e si può confrontare solo con le sue caratteristiche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA