Travella, il sorriso tricolore  «Mi piace pedalare nel fango»
Maglia e medaglia per Travella

Travella, il sorriso tricolore

«Mi piace pedalare nel fango»

L’Allievo di Faloppio si gode il titolo italiano. «Il ciclocross è la specialità che mi diverte di più».

«Ora mi riposo un attimo e poi riparto in mountain bike, a febbraio». Nicholas Travella, di stare fermo non ne ha poi troppa voglia. Il Campionato Italiano Ciclocross vinto a Lecce, infatti, è stata la punta più alta di una stagione nella quale l’Allievo di Faloppio ha messo insieme altri quattro successi di specialità, un bottino tutt’altro che semplice da racimolare che, in attesa della strada, conta di impreziosire ulteriormente sempre tra prati e sentieri prima di rientrare sull’asfalto.

Il tutto, senza ansie da prestazione: il traguardo più ambito dell’anno, del resto, l’ha già raggiunto col gradino più alto del podio in Puglia. «È stata un’emozione unica. Ho impostato tutta la stagione, del resto, per questo obiettivo. Ce l’ho fatta davvero», racconta con sorriso di chi sa di aver vinto qualcosa di significativo.

La maglia tricolore simbolo dell’Italiano, per ora, rimarrà lì, «appena in camera»: finito il suo personale programma di ciclocross per il 2020, del resto, Travella avrà tutto il tempo il prossimo anno si sfoggiarla su e giù per il Paese. «Il ciclocross è la specialità che mi piace maggiormente. È davvero divertente, una cosa completamente differente dalla strada. Mi piace pedalare nel fango, mi spiace stare con gli amici prima e dopo le gare. Siamo tutti una grande famiglia», spiega il giovane corridore comasco.

Iscritto al Liceo sportivo, Travella ha nella bici la sua passione di sempre. Ecco perché allenarsi non gli pesa, convinto – a buona ragione - «che per ottenere risultati buoni l’allenamento è fondamentale» e, al contempo, che la bicicletta è sicuramente importante, ma lo è anche non perdere colpi nello studio. Pensiero finale, e non potrebbe essere altrimenti, per la gara che l’ha consacrato il più forte Allievo – 1° anno – di specialità: «Nel corso della gara siamo rimasti in cinque o sei; poi, a un certo punto, davanti eravamo soltanto in tre, mentre gli altri si erano piano piano staccati. A metà dell’ultimo giro ho provato ad andare via, e ho preso quei pochi secondi che mi sono bastati per vincere», è il ricordo, dolce, che rimarrà per molto della testa del corridore della Cicli Fiorin.


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