Via anche l’ultimo striscione Inneggiava alla grande Vivi
Il Palasampietro con lo striscione per Viviana Ballabio

Via anche l’ultimo striscione
Inneggiava alla grande Vivi

Come cambiano i tempi: il Palasampietro, una alla volta, perde anche tutte le sue certezze

L’ultimo striscione del Palasampietro dedicato a Viviana Ballabio è finito… in discarica. Durante la scorsa estate il palazzetto di Casnate è stato oggetto di alcuni lavori di messa in sicurezza per consentirne l’utilizzo. Nel repulisti generale (ad esempio svuotati i sottoscala delle tribune ed eliminata la postazione computer della stampa in quanto non più a norma), per gli obblighi di prevenzione incendi sono stati rimossi i grandi tendoni neri che coprivano le vetrate dietro le gradinate dei Fedelissimi della Comense. Pare che fossero stati montati nella notte dei tempi per oscurare i riflessi del sole sul campo in occasione di una gara di scherma.

Coi tendoni è stata fatta piazza pulita anche dell’ultimo vessillo dedicato alla mitica numero 10 e capitana nerostellata. A memoria recitava così: “la leggenda la storia la capitana ! Vivi sempre con noi”. Altro non era che un lenzuolo bianco con le scritte nere, ma quel “manifesto” lì da vent’anni raccontava un pezzo importante della storia della Comense.

Fortunatamente gli altri striscioni erano già stati messi in salvo, in questi quattro anni dopo la scomparsa della società, e si trovano in buone mani, custoditi negli armadi di alcuni inossidabili tifosi: dagli striscioni verticali con le gigantografie delle ultime stelle Hicks, Harmon e Smith, alla coppia dedicata a Ballabio per il 10° tricolore personale, passando al bandierone con il cuore nero, per finire con l’amato “The boys of Bridgette” (Gordon) dei leggendari Anni Novanta.

Via anche i quadri appesi nell’atrio con le foto delle formazioni e dei momenti di festa del basket e della ginnastica. Sono stati accantonati nei locali della biglietteria e della saletta, che ancora oggi custodiscono diversi trofei minori, in attesa che la Comense (vecchia e nuova) li trasferisca al sicuro nella sede di via dei Partigiani.

Sebbene sia quindi un po’ più spoglio, c’è da dire che il “Pala” conserva sempre alcuni cimeli che testimoniano e tramandano il passato nerostellato. C’è ancora trionfante sul soffitto (anche perché toglierla sarebbe piuttosto costoso) l’impressionante parata di stendardi degli scudetti e delle coppe, c’è sempre l’aquila scudettata nel cerchio del centrocampo, i loghi Ginnastica Comense 1872 davanti alle panchine, e ci sono ancora sul tabellone grande segnapunti i nomi delle giocatrici dell’ultima partita giocata (la semifinale scudetto del 2012). Così il Palasampietro mantiene sempre il suo fascino, suggestivo ed emozionante.

Simone Clerici


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