Corte Ue, acquisti di titoli non violano mandato Bce

La Corte di Giustizia della Ue si è espressa su una serie di ricorsi presentati da vari soggetti privati in Germania contro il programma della Banca centrale europea per l'acquisto di titoli del debito pubblico sui mercati secondari.

Corte Ue, acquisti di titoli non violano mandato Bce

BRUXELLES - "Il programma PSPP della Bce sull'acquisto di titoli del debito pubblico sui mercati secondari non viola il diritto dell'Unione": lo ha stabilito la Corte di Giustizia della Ue secondo cui "tale programma non eccede il mandato della Bce e non viola il divieto di finanziamento monetario".

 

La Corte di Giustizia della Ue si è espressa su una serie di ricorsi presentati da vari soggetti privati in Germania contro il programma di acquisti della Bce. Tali soggetti, ricorda la Corte, sostengono che le decisioni della Bce "non rispettano la ripartizione delle competenze tra l'Unione europea e gli Stati membri, non rientrando nel mandato della Bce e violando il divieto di finanziamento monetario". Inoltre sostengono che queste decisioni "violano il principio di democrazia sancito dal Grundgesetz (Costituzione tedesca) e recano pregiudizio, per tale motivo, all'identità costituzionale tedesca". La Corte Ue respinge tutte le loro interpretazioni e rileva come non ci sia "alcun elemento idoneo ad inficiare la validità del programma PSPP".

 

La Corte constata, anzitutto, "che il programma PSPP non travalica il mandato della Bce. Tale programma rientra nel settore della politica monetaria per la quale l'Unione dispone di una competenza esclusiva per gli Stati membri la cui moneta è l'euro e rispetta il principio di proporzionalità". Inoltre, "il programma PSPP non viola il divieto di finanziamento monetario, il quale vieta al sistema di banche centrali di concedere qualsiasi forma di credito ad uno Stato membro. L'attuazione di tale programma non equivale all'acquisto di titoli sui mercati primari e non produce l'effetto di sottrarre gli Stati membri all'incitamento a condurre una sana politica di bilancio", spiega la Corte.

 

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