Ferreira, tre ipotesi sui fondi per i rifugiati

BRUXELLES - Tre le ipotesi all'esame della Commissione europea per lo stanziamento dei fondi per la crisi dei rifugiati ucraini. Lo ha detto la commissaria per la Coesione Elisa Ferreira spiegando che la decisione sarà presa dal collegio la prossima settimana. La prima ipotesi, ha spiegato in conferenza stampa nell'ambito del Summit delle Regioni a Marsiglia, è utilizzare lo strumento ReAct già operativo. "In molti Paesi non è esaurito - ha detto - e quindi si potrebbe consentire l'uso dei fondi all'interno di questo strumento". Per questo utilizzo "probabilmente non abbiamo bisogno di cambiare la legislazione", ha anche sottolineato. Per le altre due ipotesi sul tavolo, invece, servirà un cambio dell'assetto legislativo, da approvare anche dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo "spero presto". Si potrebbe "estendere la struttura del Crii", l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus, ha spiegato Ferreira. "Ciò che non è stato già speso o completamente impegnato in progetti" potrebbe venir riprogrammato "per affrontare la crisi dell'Ucraina": "si estenderebbe per un anno in più - ha detto - e questo dovrebbe dare un margine di manovra a comuni, regioni o stati membri". L'altra alternativa, ha spiegato infine la commissaria, riguarda la possibilità di un "adattamento" del quadro finanziario pluriennale 2014-2020: "Dobbiamo aspettare fino alla prossima settimana per vederne i dettagli e in relazione a questi due strumenti dovremo aspettare anche per l'approvazione, spero presto, del Parlamento europeo e del consiglio".

"Questa guerra ci ricorda anche che l'Unione Europea è stata costruita proprio per questo e questo ha permesso di impedire che la guerra scoppiasse di nuovo in Europa. Se abbiamo goduto di settant'anni di pace in Europa, se non vogliamo che questi settant'anni siano una semplice parentesi nella storia dobbiamo far prevalere la democrazia e la libertà e la coesione e l'unità saranno essenziali". E' " un momento critico - ha sottolineato Ferreira - in cui la guerra è scoppiata sul suolo europeo, una guerra non provocata, che deriva da un'ideologia distruttiva e antica. E' una ideologia che non condividiamo: pensiamo, pensavamo che questa ideologia appartenesse al passato - ha affermato -. Vorrei esprimere la mia piena solidarietà verso il popolo ucraino e la sua battaglia giusta per la libertà e la democrazia".

La commissaria ha poi annunciato che Bruxelles "proporrà nel secondo semestre un'iniziativa per interrompere, per arginare la fuga di cervelli dalle regioni più svantaggiate". "Entro il 2040 il 51%, quindi più della metà degli europei, vivrà in una regione dove la popolazione è in declino - ha sottolineato -. Se facciamo un breve calcolo per quanto riguarda le zone rurali superiamo il 60%. La popolazione invecchia e questo pone delle sfide in tutte le regioni" e serve "un'attenzione particolare per le regioni che vengono abbandonate e dove si registra una fuga di cervelli".

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