Ue in campo contro discriminazione nei confronti di Lgbtiq

BRUXELLES - "Non ci deve essere spazio nell'Unione europea per l'odio e la discriminazione contro la comunità Lgbtiq". Così la commissaria europea all'Eguaglianza, Helena Dalli, presentando assieme alla vicepresidente ai Valori, Vera Jurova, la prima strategia dell'Unione per l'eguaglianza di lesbiche, gay, bisessuali, trans, non binarie, intersessuali e queer (LGBTIQ). "Sebbene negli ultimi anni nell'Ue siano stati compiuti progressi verso l'uguaglianza Lgbtiq, la discriminazione persiste ed il 43% si sente discriminato, con la crisi del Covid-19 intervenuta ad esacerbare la situazione", ha spiegato Jurova. "E questa strategia rafforzerà i nostri sforzi congiunti per assicurare che tutti siano trattati in modo equo". Il piano definisce una serie di azioni mirate, comprese misure legali e di finanziamento, per i prossimi 5 anni. In particolare, Bruxelles propone di estendere l'elenco dei crimini previsti dall'Ue per coprire anche i crimini ispirati dall'odio omofobico o l'incitamento all'odio omofobico, e di portare avanti anche la legislazione sul riconoscimento delle famiglie arcobaleno nelle situazioni transfrontaliere.

"C'è una tendenza preoccupante in Europa, con attacchi alle manifestazioni dei Pride e l'adozione di dichiarazioni di zone libere dall'ideologia Lgbtiq. E durante la pandemia la situazione è peggiorata perché molti giovani Lgbtiq si sono trovati" intrappolati "in ambienti ostili, dove sono a rischio di violenza o depressioni", ha spiegato Jurova. Commentando quanto avviene in Polonia, dove numerosi villaggi, comuni e assemblee regionali negli ultimi mesi si sono dichiarati "liberi dall'ideologia Lgbtiq", la vicepresidente ha raccomandato a quanti si occupano di esercitare il controllo per lo stanziamento dei fondi europei, di essere vigili e di accertarsi con attenzione che i progetti approvati rispettino i valori dell'Unione. Jurova non ha invece rilasciato dichiarazioni rispetto alla proposta di legge presentata martedì dal partito conservatore di Viktor Orban, Fidesz, e ora al vaglio del Parlamento. L'iniziativa punta a modificare la Costituzione, specificando che "la madre è una donna e il padre è un uomo" e permette l'adozione solo alle coppie sposate. Inoltre prevede che i bambini siano educati secondo "un'interpretazione cristiana dei ruoli di genere". "Per il momento si tratta di una proposta - ha spiegato la vicepresidente - l'Ue non commenta" fino a quando le iniziative non sono diventate legge. "In caso di chiare violazioni delle normative comunitarie agiremo di conseguenza", ha aggiunto Dalli.

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