Sabato 07 Novembre 2009

Rai/ Ruffini via da Raitre? E' polemica. Di Bella al suo posto?

Roma, 7 nov. (Apcom) - E' bufera su Raitre: nel prossimo Consiglio di amministrazione, previsto per mercoledì, potrebbero diventare realtà le voci che da tempo danno il direttore della terza rete Paolo Ruffini come fuori gioco. Ruffini potrebbe essere sostituito da Antonio Di Bella, ex direttore del Tg3. Ruffini stesso, intervistato da Repubblica, spiega di non credere a un avvicendamento con Di Bella ma ammette che "il presidente del Consiglio non apprezza molti dei nostri programmi". Eppure, ragiona ancora Ruffini, "in questi anni siamo l'unica rete Rai a non aver perso ascolti... Senza cedere alla deriva del trash". "In pratica la mia colpa - aggiunge Ruffini - sarebbe aver fatto nascere prima e tutelato poi programmi come 'Ballarò' con Floris, 'Che tempo che fa' con Fazio, 'Parla con me' con la Dandini...". Tutti programmi contro i quali il premier Silvio Berlusconi ha espresso a più riprese critiche e accuse, basti pensare alla telefonata del Cavaliere in diretta a una delle ultime puntate della trasmissione di Floris. Se la maggioranza oggi tace, i consiglieri di opposizione e il Pd fanno sentire la loro voce per protestare contro quello che Nino Rizzo Nervo, consigliere di minoranza definisce, "l'assalto finale alla diligenza". Nervo si appella al presidente Rai Paolo Garimberti perchè "fermi questa deriva che rischia di devastare l'azienda. Togliere Ruffini significa epurare un eccellente professionista che non piace al Palazzo". Dario Franceschini tuona che "la politica non deve decidere chi fa il direttore del tg ma difendere l'autonomia della terza rete è compito della politica". Da parte sua Giorgio Merlo, vice presidente della commissione di Vigilanza Rai, osserva che "la sostituzione o la conferma di Paolo Ruffini alla direzione di Rai3 non può essere il frutto di una epurazione decisa dal vertice Rai per rispondere ad un diktat politico esterno o, peggio ancora, la conseguenza del recente risultato delle primarie del Pd". Infine l'Usigrai, con il segretario Carlo Verna, giudica "scandaloso" il fatto che si vogliano fare nuove nomine esterne quando ci sono "colleghi autorevoli senza incarico" e stipendiati.

Vep

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