Lunedì 09 Novembre 2009

Caso Cucchi/ Primi indagati.Per Giovanardi spacciatore abituale

Roma, 9 nov. (Apcom) - Prime iscrizioni sul registro degli indagati della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, il giovane deceduto in ospedale dopo l'arresto e una breve detenzione in carcere. L'accusa contestata è quella di omicidio preterintenzionale. Secondo quanto si è appreso, a rispondere della fine di Cucchi sono persone che hanno avuto contatti con lo stesso giovane pusher dal momento dell'arresto fino all'ingresso a Regina Coeli. Al vaglio dei pm Maria Francesca Loy e Vincenzo Barba ci sono oltre agli agenti della polizia penitenziaria anche dei carabinieri. Si sta verificando anche il ruolo svolto da alcuni detenuti, presenti nel penitenziario romano e al 'Sandro Pertini', dove Cucchi è stato ricoverato per alcuni giorni. "Su tutte queste posizioni si stanno facendo accertamenti. Si procede a 360 gradi", si spiega a piazzale Clodio. Dalla cittadella giudiziaria non si confermano le indiscrezioni pubblicate oggi da alcuni quotidiani e filtrate da giorni. "Ci sono delle iscrizioni. Ma molte cose scritte e dette sono sbagliate. Bisogna attendere lo svolgimento di alcuni accertamenti", si spiega. Al momento gli inquirenti non hanno preso in esame la posizione dei medici, dei sanitari che si sono occupati di Cucchi. Per queste posizioni - si sottolinea - bisogna attendere il risultato delle consulenze disposte nei giorni scorsi e di cui ancora non sarebbero stati consegnati i risultati parziali. Sulla vicenda è intervenuto anche il sottosegretario Carlo Giovanardi secondo il quale il ragazzo sarebbe morto perchè consumatore abituale di droga. "Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, ma è morto soprattutto perché pesava 42 chili", ha detto Giovanardi.

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