Mercoledì 18 Novembre 2009

Battisti, giorno cruciale: ex terrorista è "magro e debilitato"

Roma, 18 nov. (Apcom) - Cesare Battisti, in sciopero della fame da sabato, è "magro, pallido, ansioso e debilitato, ma disposto a portare avanti la protesta fino all'estreme conseguenze". Lo hanno riferito al quotidiano "O Globo" alcuni parlamentari brasiliani che gli hanno fatto visita alla vigilia della ripresa dell'esame da parte del Supremo tribunal federal della richiesta di estradizione avanzata dal governo italiano per l'ex terrorista, condannato in Italia come responsabile di quattro omicidi. "Battisti ha anche sospeso i trattamenti medici", hanno aggiunto i parlamentari. L'udienza è fissato oggi alle 14 ora locale (le 18 in Italia). Giovedì scorso, l'alta corte brasiliana ha sospeso il dibattimento dopo il voto di Marco Aurelio Mello che aveva riportato in equilibrio la situazione con quattro giudici a favore dell'estradizione e quattro contrari, un astenuto e un assente. Sarà determinante la decisione del presidente del Tribunale, Gilmar Mendes, che negli ultimi mesi ha portato avanti la battaglia contro la concessione dell'asilo politico a Battisti. Se Mendes dovesse esprimersi a favore dell'estradizione - come appare probabile - non è escluso che il collegio di difesa dell'ex leader dei Pac presenti ricorso, dato che il "voto di spareggio" è previsto esplicitamente solo in materia costituzionale; se viceversa Mendes rinunciasse a esprimere il proprio voto, lasciando la situazione in pareggio, la tradizione legale brasiliana prevede il "favor rei", ovvero la soluzione più favorevole per l'imputato. Da Roma, dove ha partecipato al vertice Fao sulla sicurezza alimentare, il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula Da Silva, ha confermato che non si opporrà alla sentenza dell'Stf sull'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo, malgrado si sia già espresso contro la sua estradizione. "Se la sentenza della Corte sarà decisoria, allora non si discute, si applica", ha detto Lula riferendosi al caso in cui il Stf decida in modo "determinativo" sul caso, senza cioè rinviare la decisione a lui in quanto supremo rappresentante del potere esecutivo. In caso di sentenza decisoria, ha ribadito il presidente, "non c'è possibilità di opporsi". Cesare Battisti, 54 anni, detenuto in Brasile, è stato condannato in Italia come responsabile di quattro omicidi: quello del maresciallo della Polizia penitenziaria Antonio Santoro, quello del macellaio di Mestre Lino Sabbadin, quello del gioielliere milanese Pierluigi Torregiani, e infine, sempre a Milano, quello di Andrea Campagna, agente della Digos.

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