Domenica 22 Novembre 2009

Giustizia/ Pdl riflette su Lodo Casini. Ma processo-breve procede

Roma, 22 nov. (Apcom) - A due giorni dall'avvio, martedì in Senato, della corsa della maggioranza per approvare il ddl sul processo breve che permetterà al premier Silvio Berlusconi di evitare le azioni giudiziarie che lo vedono imputato, il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, invita Pdl e Lega a fermarsi e suggerisce di varare, col suo appoggio, un mini-lodo che blocchi i processi del premier per 'legittimo impedimento'. Dal Pdl si apprezza la disponibilità dell'ex presidente della Camera e si giudica "interessante" una proposta che, tuttavia, si va ad affiancare ad altre ipotesi-ponte più o meno realistiche che continuano a circolare nel Pdl e a quella, cui invece si sta seriamente lavorando, di un lodo Alfano-bis da approvare con modifica costituzionale. Maurizio Gasparri, primo firmatario della legge che stabilisce che ciascun grado del processo debba essere definito entro un termine massimo di due anni, scaduto il quale il giudice della fase deve dichiararne l'estinzione, spiega che "al momento non abbiamo altre cose da presentare, non esistono allo stato altre ipotesi". Se poi l'Udc presenta una sua proposta "saremo in grado di valutarla". "Alla maggioranza - ha detto Casini - dico: fermatevi col processo breve perché sfasciate la giustizia in Italia. Assumetevi invece la responsabilità in Parlamento di spiegare al paese che il problema è Berlusconi. La legge sul legittimo impedimento è molto più leale, trasparente e onesta ed evita lo sfascio della giustizia". Che l'ipotesi di una legge-ponte in effetti circoli nella maggioranza anche da prima della presentazione del ddl sul processo breve lo ammette anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, anche se nel vertice del Pdl venerdì scorso a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi non se n'è parlato. Non è escluso tuttavia che il tema venga tirato fuori nell'ufficio di presidenza del partito convocato per giovedì prossimo. Per ora tuttavia gli sforzi della Consulta giustizia del Pdl, coordinata dall'avvocato del premier Nicolò Ghedini, sono concentrati sul processo breve, sulle modifiche possibili, a partire da quella che toglierebbe il reato di immigrazione clandestina dall'elenco dei reati cui non si applica l'estinzione del processo in caso di violazione dei termini. L'iter del ddl Gasparri-Quagliariello inizierà martedì prossimo alle 14 in commissione Giustizia al Senato con l'obiettivo di arrivare all'ok entro Natale.

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