Mercoledì 25 Novembre 2009

Giustizia/ Fini rilancia riforma, "non è il processo breve"

Roma, 25 nov. (Apcom) - E' iniziato ieri l'iter del ddl sul processo breve al Senato, fra le polemiche dell'opposizione che parla di "provvedimento salva premier" e lo scontro rovente sull'impatto che avrà sul sistema giudiziario. A smarcarsi dalla maggioranza, una volta di più è il presidente della Camera, Gianfranco Fini: da un lato ha rilanciato la riforma della Giustizia, dall'altro ha ammonito che non può essere confusa con il ddl sul processo breve: "non mescoliamo le cose che stanno su piani diversi". Inoltre, la terza carica dello Stato invita a ripartire dalla bozza Violante che sulla riforma di uno dei due rami del Parlamento "potrebbe essere in pochi mesi votata dalle Camere e diventare legge dello Stato". "Parole sagge" quelle di Fini secondo Pierluigi Bersani. Il Pd ha reiterato la sua disponibilità a discutere sulla riforma della giustizia ma solo se la maggioranza ritirerà dal tavolo il disegno di legge sul processo breve. "Quello della giustizia - ha detto il segretario Pierluigi Bersani - è sicuramente un problema per i cittadini, vista la lunghezza dei processi. Noi non solo siamo disponibili a discuterne, ma abbiamo già presentato quattro proposte di legge. Adesso però ci stanno facendo vedere un altro film, e cioè come evitare i processi al premier". Parlando alla trasmissione "Ballarò" è tornato a esprimersi il leader dell'udc Pierferdinando Casini, ribadendo la sua proposta per risolvere il "problema" del premier Silvio Berlusconi con i suoi processi senza però "sfasciare la giustizia". "Sul processo breve - spiega Casini - io dico stabiliamo un principio giusto ma senza applicarlo ai procedimenti in corso. Ma alla maggioranza così non va bene perchè ci va di mezzo Berlusconi. Siamo dentro una bolla di ipocrisia che io, con la mia proposta, vorrei sgonfiare".

Aqu-Red

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