Sabato 19 Dicembre 2009

Mauritania/rapito si chiama Sergio Cicala, appello figlia da Tg2

Roma, 19 dic. (Apcom) - Si chiama Sergio Cicala l'italiano rapito insieme a sua moglie in Mauritania. Lo ha detto dai microfoni del Tg2 la figlia Alexia segnalando di aver avuto conferma del rapimento dall'Unità di crisi della Farnesina solo "dopo numerose insistenze". La ragazza ha poi lanciato un appello al ministro degli Esteri Frattini affinchè "avvi urgentemente i contatti con i sequestratori" e per avere notizie sulle condizioni del padre e di sua moglie. L'uomo di 65 anni e la moglie 39enne originaria del Burkina Faso, sono stati rapiti ieri sera tardi in Mauritania, mentre in auto percorreva la strada che unisce la città di Kobeny (a circa mille chilometri a sud-est della capitale Nouakchott) al vicino Mali. Dietro il loro rapimento, secondo fonti di sicurezza locali mauritane citate da El Mundo, ci sono indizi che portano alla rete terroristica di Al Qaida nel Maghreb islamico. Si tratta della stessa organizzazione che avrebbe rivendicato, sempre nel Paese dell'Africa nord-occidentale, il rapimento di tre cooperanti spagnoli a fine novembre. Gli ostaggi italiani sarebbero stati sequestrati da uomini armati verso le 23 di ieri. Il loro fuoristrada, una "minibus" secondo altre fonti, sarebbe stato ritrovato vuoto e abbandonato a bordo strada a circa 20 chilometri dalla frontiera con il Mali. Sulla carrozzeria i segni di colpi di arma da fuoco e poi le ruote bucate. Secondo quanto riferito da fonti mauritane alla France Presse, sarebbero "una coppia di italiani: un uomo nato nel 1944 in Italia e sua moglie, nata nel 1970 in Burkina Faso, ma con passaporto italiano. "Si tratta di una coppia di turisti italiani, che andava in Burkina Faso con un minibus immatricolato in Italia - ha spiegato una fonte di sicurezza mauritana, aggiungendo - risultano dispersi da ieri sera e molto probabilmente sono stati rapiti da un gruppo armato". A Bamako, una fonte diplomatica ha detto ad Afp, ha precisato che il veicolo, i loro beni e oggetti di valore sono stati ritrovati sul luogo del rapimento". La Farnesina sta lavorando a stretto contatto con le autorità della Mauritania per verificare la notizia del rapimento di un cittadino italiano e di sua moglie ieri sera tardi nel paese africano. "L'Unità di crisi sta effettuando accertamenti assieme all'ambasciata di Dakar", in Senegal, che è quella territorialmente competente, avevano spiegato fonti diplomatiche prima dell'appello televisivo di Alexia Cicala. Questo rapimento avviene a quasi tre settimane dal sequestro di tre operatori spagnoli in Mauritania. Secondo le autorità spagnole i connazionali che lavoravano per l'ong "Barcelona Acciò Solidaria", potrebbero essere stati prelevati dal braccio maghrebino di Al Qaida. Il gruppo terroristico è attivo soprattutto in Algeria, ma si teme che abbia attraversato i confini delle regioni desertiche per portare la sua violenza nel resto dell'Africa nord-occidentale. Oltre ai tre spagnoli rapiti il 29 novembre nel paese africano, nelle mani di Al Qaida nel Maghreb c'è anche un francese, catturato il 26 novembre nalla città del Mali Menaka (nel nord). Gli ostaggi si troverebbero in una zona del Sahara situata alla frontiera tra il Mali e l'Algeria, secondo fonti di sicurezza del Mali. La Mauritania, un tempo un paese musulmano moderato sulla costa occidentale dell'Africa, è stata scossa dagli attacchi del gruppo nordafricano noto come al Qaida nel Maghreb islamico. A giugno, l'americano Christopher Leggett, 39 anni, fu ucciso per errore a Nouakchott, la capitale mauritana, non lontano dalla scuola in cui lavorava. Il gruppo nordafricano di Al Quaida ha rivendicato l'uccisione, affermando di avere ucciso il cittadino originario del Tennessee perchè stava tentando di convertire in musulmani in cristiani.

Cuc/Ape/Bol

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