Sabato 06 Febbraio 2010

Idv/ De Magistris-Di Pietro, patto regge ma è sfida su alleanze

Roma, 6 feb. (Apcom) - Un partito carismatico come Italia dei Valori può dividersi sulla politica senza dividersi sul leader. Assorbita senza scosse la sfida virtuale del deputato campano Francesco Barbato, che si propone come presidente in alternativa ad Antonio Di Pietro ma lo lancia come "premier nel 2013", il congresso dell'Idv che ha preso il via ieri a Roma si confronta con il nodo delle alleanze. Luigi de Magistris, l'ex pm di Catanzaro che ha superato il suo leader alle europee sfondando il muro delle 400mila preferenze, propone di collocare il partito come "baricentro tra il Pd e le altre forze di sinistra" e chiude la porta in faccia al dialogo Pd-Udc alludendo ai guai giudiziari dell'ex governatore siciliano Totò Cuffaro: "Con l'Udc si può fare il laboratorio dei cannoli, non un laboratorio politico". De Magistris nega la divisione con Di Pietro e conferma che voterà per la rielezione del fondatore, ma richiama le sue ambizioni da leader con una battuta: "Tra me e Antonio ci sono venti anni di differenza". Poi però mette i piedi nel piatto, dicendo "non lo voto" a chi gli chiede un commento sulla candidatura del sindaco Pd di Salerno Enzo De Luca alle regionali campane. L'Idv aveva detto no, poi Di Pietro aveva fatto una mezza apertura, ipotizzando un sì condizionato. Dopo lo stop dell'eurodeputato, Di Pietro rimette la decisione ai delegati del congresso: "Mi avete sempre chiesto di democratizzare il partito - dice ai giornalisti - eccola la democrazia". Ma ricorda che "chi dice no deve presentare un'alternativa, e visto che De Magistris dice no, entro domenica serve un nome". Alla svolta a sinistra di De Magistris, come previsto, dice no il partito dei fedelissimi di Di Pietro, in prima fila i capigruppo parlamentari Felice Belisario e Massimo Donadi. "Rispetto la sinistra", avverte Belisario, "ma non vado a cercare orfani di politiche ideologiche che ricercano posti al sole". "E' tempo di costruire cantieri veri, non laboratori per apprendisti stregoni", dice Donadi, che ricorda l'esperienza negativa delle coalizioni "buone per vincere ma non per governare". Oggi alle 11 la relazione di Di Pietro: obiettivo tenere insieme le due anime del partito ma anche evitare scricchiolii nella rinnovata intesa con il Partito democratico. Il leader democratico Pier Luigi Bersani sarà in sala ed è soprattutto a lui, che ha ricomposto l'intesa fra i due partiti dopo mesi di tensioni, che Di Pietro dovrà offrire garanzie come alleato.

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