Sabato 06 Febbraio 2010

Mafia/Allarme di Grasso: Subito decreto o fuori centinaia di boss

Roma, 6 feb. (Apcom) - Contro il blocco dei processi di mafia serve subito un decreto legge, altrimenti il "rischio inevitabile" è che si debba assistere a "molte scarcerazioni" di boss. Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, in un'intervista a 'Repubblica', rilancia l'allarme per gli effetti della sentenza della Cassazione che mette a rischio alcuni processi a boss e gregari di Cosa nostra per effetto di una norma del 'pacchetto sicurezza'. Paradossalmente, infatti, l'inasprimento delle pene per i mafiosi rischia di far saltare decine e decine di dibattimenti. La norma del pacchetto sotto accusa ha previsto che, in presenza di tre aggravanti, le condanne per il reato di associazione mafiosa possano anche arrivare a 25-30 anni, tetto che "sfora" le competenze dei Tribunali davanti ai quali si celebrano i processi per mafia ed estorsioni. La sentenza della Cassazione stabilisce che quando le pene comminabili diventano così alte il processo passi alla competenza della corte d'Assise. Se non si interviene, avverte Grasso, "centinaia di mafiosi in Italia" dovranno essere giudicati un'altra volta e "bisognerà praticamente rinnovare tutta l'attività dibattimentale fino adesso compiuta". E' "un brutto pasticcio" e la vicenda è anche "complicata". Ma ora, dice il superprocuratore antimafia, è "necessario e urgentissimo un intervento, anche con decreto legge, per evitare queste conseguenze": "Ci vuole una norma transitoria che blocchi la situazione, che si applichi a bocce ferme, che valga per tutti i processi pendenti evitando che gli effetti si perpetuino. Bisogna anche intervenire sul passato, sui processi già fatti". "Tutto quello che sta accadendo - spiega ancora Grasso - è la conseguenza della Cirielli e non delle norme antimafia contenute nel pacchetto" sicurezza varato dal governo, ma "per cinque anni non se n'è accorto nessuno: nè magistrati, nè avvocati e nemmeno noi della procura antimafia". Ieri, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha promesso "Faremo di tutto per evitare un grande paradosso: cioè che dall'inasprimento forte delle pene per i reati del 416 bis possano derivare benefici per i boss".

red-pol

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