Domenica 21 Febbraio 2010

Alimenti/ Pranzo pasto principe per 73,5% ma italiani più frugali

Roma, 21 feb. (Apcom) - Colpa della crisi, mangiamo di meno, lo facciamo in maniera frugale, soprattutto a pranzo, consumando sempre più piatti unici e pronti, vogliamo tenerci leggeri a cena, ma se andiamo al ristorante non abbiamo paura di farci una bella abbuffata, soprattutto di tutte quelle cose non si cucinano più in casa. E', in sintesi, l'identikit degli stili alimentari degl italiani emersa dall'indagine promossa da Rimini Fiera e Fipe, realizzata dal Centro studi Fipe-Confcommercio, e presentata oggi all'inaugurazione di Sapore tasting experience a Rimini Fiera. Per gli italiani, resta il pranzo il pasto principale della giornata (73,5%), dato particolarmente vero per le donne (77,5%) e per gli ultra 55enni. Una percentuale sopra la media per la cena si registra tra i 25-34enni (41% contro 26,5% medio) e nel centro Italia (30,5%). Più di otto italiani su dieci (83,5%) variano le proprie scelte alimentari in funzione del pranzo o della cena: il primo piatto è consumato più a pranzo (70%) che non a cena (30%). Al secondo posto, con una differenza di 24 punti percentuali tra pranzo e cena in favore di quest'ultima, è il "tenersi leggero". Al terzo posto, con una differenza di 21 punti, la consumazione di un pasto completo, preferito a pranzo piuttosto che a cena. Gli italiani, dunque, che mettono in pratica i consigli dei nutrizionisti con carboidrati (primo piatto) a pranzo e un pasto leggero a cena. In casa, per il pranzo, si predilige una (44%) o due (46%) portate, che generalmente sono "primo" o "piatto unico" e "primo e secondo": a cena domina una sola portata (61,5%), che di solito è un secondo o un piatto unico. I cibi più consumati sono primi piatti, la frutta e la verdura/insalata, consumati "tutti i giorni o quasi" da circa i due terzi degli intervistati. Mentre il pesce è consumato tutti i giorni o quasi da un numero modesto di intervistati (13,5%). La cucina casalinga si conferma, dunque, per essere "piuttosto sbrigativa". I giovanissimi tendono a consumare preferibilmente i primi e scarseggiano quanto a frutta; i 25-34enni controllano il consumo dei primi, forse per attenzione al fisico, mentre dai 45 anni in su si potenzia il consumo di frutta e verdura. Tra i meno consumati: salumi e vino, soprattutto tra le donne, antipasti e dessert fortemente controllati tra gli over 55; mentre la fascia dei 45-54enni è più completa e "godereccia", con consumi superiori alla media anche tra gli alimenti sconsigliati. Il ristorante è luogo di convivialità, per "festeggiare ricorrenze particolari" (44%) o per "stare in mezzo alla gente" (38,5%). Per le donne è anche l'occasione "per non dover cucinare" (23,5% contro 19% medio), mentre per i maschi si registra un picco del 22,5% contro 18,5% per il ristorante come "luogo in cui mangiare bene". Quasi i tre quarti del campione (71%) al ristorante cerca "i piatti che a casa non trovano o preparano", percentuale che sale all'80% tra le giovani generazioni per le quali "probabilmente la memoria della cucina si è piuttosto indebolita".

Gtz

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