Giovedì 25 Febbraio 2010

Regionali/Slitta chiusura candidature,Pdl tratta su listino Lazio

Roma, 25 feb. (Apcom) - Un'altra giornata non è bastata. E alla fine l'obiettivo del Pdl di chiudere ieri le liste dei candidati alle regionali slitta. A oggi, o più probabilmente a venerdì. Perché, come spiega un esponente locale che anche ieri ha fatto avanti e indietro da via dell'Umiltà, la storia insegna che in certi casi "è meglio tenere le carte coperte fino all'ultimo". Le partite da risolvere sono ancora due: la Campania e il Lazio. Meno stringente la prima, giacché la legge elettorale lì non prevede né la creazione del listino del presidente né la necessità di raccogliere firme. Non risulterebbe comunque tra i candidati il padre di Noemi Letizia, ipotesi accreditata da alcuni organi di stampa. Più complesso appare invece il quadro 'romano'. A renderlo tale non è soltanto la necessità di distribuire con il bilancino presenze femminili e appartenenza a questa o a quella provincia (come prevede la legge locale). Le incognite si addensano ancora sui 14 posti del listino, quelli che portano direttamente in Consiglio in caso di vittoria del candidato presidente. Di quei posti, tra l'altro, il 50% deve essere occupato da donne. In particolare la partita sarebbe ancora aperta per i due nomi in quota Berlusconi. Alla fine pare ce l'abbia fatta Giancarlo Miele, con incarichi nel movimento giovanile fin dai tempi di Forza Italia. Dovrebbe restare fuori invece un altro esponente della nuova generazione, Francesco Pasquali, a favore di Veronica Cappellari. Ma nella compilazione delle candidature ha pesato anche il criterio liste pulite. Una necessità diventata anche più forte per il partito di via dell'Umiltà dopo il coinvolgimento nella maxi inchiesta sulla truffa nelle telecomunicazioni del senatore eletto all'estero nelle file del Pdl, Nicola Di Girolamo. Un'altra tegola sul partito, ma che stavolta potrebbe avere un esito diverso: troppo pesanti le accuse emerse, troppo 'chiacchierato' il senatore, già finito sotto accusa per non avere i requisiti per essere candidato nella circoscrizione Estero. E così i boatos di Transatlantico non escludono affatto che questa volta la richiesta di arresto possa essere accolta dal Senato. Nè la componente forzista nè quella aennina 'rivendicano' come proprio il senatore, e soprattutto, riconosce più di un parlamentare, il clima che sta montando nel Paese sconsiglia un arroccamento della casta a difesa di un suo componente.

Bac/Rea

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