Giovedì 25 Febbraio 2010

Darfur/ Nonostante il cessate il fuoco si combatte ancora

Roma, 25 feb. (Apcom) - Nonostante il presidente sudanese Omar al-Bashir abbia dichiarato la fine della guerra in Darfur, si continua a combattere nella tormentata regione del Sudan. Secondo quanto riporta il sito web della Bbc, ci sono stati ancora violenti scontri la notte scorsa tra le forze governative e i ribelli del Sudan Liberation Army (Sla), che non hanno aderito al cessate il fuoco concluso tra il il governo di Khartoum e il Jem (Justice and equality Movement), l'altro grande gruppo ribelle della regione. Un portavoce della fazione dello Sla fedele ad Abdel Wahid Mohammed el-Nur ha detto che le forze governative hanno attaccato diverse postazioni nelle roccaforti del gruppo, inclusa la città di Daribat. L'esercito sudanese nega invece che ci siano stati scontri, ma l'ong francese Medecins du Monde ha annunciato la sospensione delle sue attività nell'area di Jebel Marra a causa dei combattimenti. "Deribat, una città con 50mila abitanti, è stata attaccata ieri", ha riferito il gruppo con un comunicato. "I locali sono stati costretti a fuggire, e gli sfollati nell'area sono saliti a 100mila". Intanto, secondo quanto riporta il Sudan Tribune, il governo di Khartoum è intenzionato ad avviare un negoziato separato con altre dieci fazioni ribelli, che ieri si sono fuse insieme dando vita a una nuova sigla, il Liberation Movement for Justice (Lmj). Tuttavia, a dimostrazione di quanto la situazione in Darfur sia tuttora precaria, il leader del Jem, Khalil Ibrahim, ha detto esplicitamente di essere pronto a far decadere il cessate il fuoco concluso a Doha se partirà il negoziato separato tra il governo e il Liberation Movement for Justice.

Plg

© riproduzione riservata