Sabato 20 Marzo 2010

Usa/ Riforma sanità, Obama incontra deputati per trovare voti

Roma, 20 mar. (Apcom) - Ieri Barack Obama ha tenuto un comizio sulla riforma della sanità, oggi alla Casa Bianca incontra una delegazione di deputati democratici, alla caccia dei voti necessari per uno storico 'sì'. Domani infatti sarà la giornata decisiva per la riforma e per il presidente afroamericano. La Camera dei rappresentanti voterà il pacchetto di "riconciliazione" messo a punto in queste settimane: la versione del piano approvata al Senato prima di Natale accompagnata da una serie di emendamenti. Il pacchetto dovrà ripassare al Senato dove però l'approvazione sembra scontata. I guai sono alla Camera dei rappresentanti, dove servono 216 voti e si fa la conta uno ad uno per convincere i deputati democratici più conservatori, a cui non piace che la riforma, sia pure fra molti paletti, consenta una forma di rimborso per l'interruzione di gravidanza. Ieri, quattro deputati democratici finora ostili alla riforma hanno pubblicamente dichiarato che voteranno "sì". Merito senza dubbio degli sforzi incessanti degli obamiani e soprattutto della presidente della Camera, Nancy Pelosi. Forse ostenta solo ottimismo, ma Pelosi ha praticamente dichiarato di essere certa che i voti ci saranno. Ma l'ottimismo potrebbe essere ben fondato. I deputati democratici che resistono (quasi tutti cattolici del Midwest, nota il Washington Post) in linea di massima vogliono la riforma e la speranza di dare copertura sanitaria ad altri 32 milioni di americani. "Io voglio votare la riforma. Ma devo prima regolare alcuni dettagli" ha detto ieri per esempio il deputato James L. Oberstar del Minnesota. Un possibile compromesso, secondo il Post, sarebbe il varo di un provvedimento affiancato alla riforma, che finanzi più interventi per prevenire l'aborto e aiutare le madri(l'interruzione di gravidanza, regolata da una sentenza della Corte suprema federale, è un libero diritto della donna negli Usa). Senza sorprese invece, i 178 repubblicani della Camera voteranno tutti contro. Per sconfiggere la riforma, devono convincere 38 democratici a seguirli.

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