Mercoledì 05 Maggio 2010

Scajola si dimette: Mi devo difendere. Berlusconi: Ha senso Stato

Roma, 5 mag. (Apcom) - Un addio annunciato. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha rassegnato le sue dimissioni, in seguito al coinvolgimento nell'inchiesta sugli appalti del G8. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, gli ha espresso solidarietà, ringraziandolo per aver dimostrato "senso dello Stato", dicendosi convinto che così potrà "dimostrare la sua estraneità". Le ragioni della sua decisione, Scajola le ha spiegate nel corso di una conferenza stampa. Si è descritto come vittima di una "campagna mediatica senza precedenti" da cui doversi difendere. "E per difendermi - ha detto - non posso continuare a fare il ministro". Anche perché - ha aggiunto - così "posso permettere al governo di andare avanti". Il ministro dimissionario non consente domande, ma sfiora il merito della vicenda parlando della ormai famosa casa a due passi dal Colosseo. La premessa è quella di essere "estraneo" alla vicenda e pronto a dimostrarlo. Ma allo stesso tempo accenna alla possibilità che sia stata pagata con soldi altrui. "Un ministro - sottolinea - non può sospettare di abitare in una casa pagata in parte da altri". Nel pomeriggio Scajola ha incontrato a palazzo Chigi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, con una nota, ha espresso solidarietà al ministro per aver assunto una "decisione sofferta e dolorosa" che conferma "il suo alto senso dello Stato per poter dimostrare la sua totale estraneità ai fatti". A questo punto, si apre la partita della successione. Il nome che i boatos di palazzo continuano a dare in pole position è quello di Paolo Romani, già vice ministro. Ma circolano anche altre ipotesi, come quella di una promozione dell'attuale capogruppo Fabrizio Cicchitto (in quel caso Maurizio Lupi prenderebbe il suo posto alla Camera), ma anche Guido Crosetto e Giancarlo Galan. E c'è chi ipotizza anche un esterno, facendo circolare il nome di Montezemolo. Nell'attesa della staffetta, il premier potrebbe intanto assumere l'interim su di sé. Passaggio obbligato resta comunque quello al Quirinale: domani Giorgio Napolitano rientra da Genova e nel pomeriggio ci potrebbe già essere occasione epr un incontro.

Red/Pol/

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