Martedì 01 Giugno 2010

Intercettazioni/ Berselli:A martedì pedofilia e norma transitoria

Roma, 1 giu. (Apcom) - "Maggioranza incartata" per l'opposizione; "necessità di riflettere meglio" per la maggioranza: queste le ragioni, viste dai due differenti punti di vista, del prolungarsi della discussione in commissione Giustizia al Senato sulle ultime modifiche apportate al ddl intercettazioni. Due i punti più contesi: l'articolo che impone l'arresto in flagranza di reato per gli episodi di pedofilia e violenza sui minori e la norma transitoria, quella cioè che applica le nuove norme anche alle inchieste in corso. Per dirimere questi due contenzioni, secondo il presidente della commissione Filippo Berselli, "sarà necessario arrivare alla seduta di Commissione di martedì prossimo. Per il resto - dice - chiuderemo entro oggi alle 14". Questa decisione della maggioranza ha comportato parecchie prese di posizione contrarie da parte dell'opposizione. Per il capogruppo dell'Udc Giampiero D'Alia "in realtà sono quattro le questioni che andrebbero affrontate: autorizzazione da parte del tribunale collegiale, durata delle intercettazioni, lotta alla mafia e libertà di stampa. O su questo si cambia la norma o l'Udc voterà contro. Per quanto riguarda l'arresto per le violenze sui minori - conclude l'esponente centrista - per noi andrebbe lasciata la norma così com'è". Linea piuttosto simile anche per la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro: "Perché dobbiamo togliere l'arresto dalla norma? - si chiede la presidente dei senatori democratici - rinviare a martedì significa aspettare ordini dall'alto ed è molto sgradevole - aggiunge - che la maggioranza non si assuma la responsabilità di fare delle scelte".

Gic/Ral

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