Lunedì 07 Giugno 2010

Marea nera/ Il "tappo" funziona, la Bp ottimista

Roma, 7 giu. (Apcom) - Starebbe dando i suoi frutti l'ultimo dispositivo istallato dai tecnici della British Petroleum sul pozzo in fondo al Golfo del Messico, che riversa greggio in mare dallo scorso 22 aprile, giorno dell'incidente alla piattaforma petrolifera gestita dalla compagnia britannica. Secondo quanto ha detto il numero uno della Bp, Tony Hayward, l'"imbuto" montato giovedì sera riesce a recuperare 10.000 barili di petrolio al giorno, quindi "una gran parte" del petrolio che fuoriesce. Hayward ha detto che "altri sistemi di contenimento saranno istallati nel corso della prossima settimana, e così speriamo di raccogliere" sempre più petrolio, promettendo che la sua compagnia chiuderà la falla e si impegnerà per fare fronte alla catastrofe ambientale. "Ripuliremo il petrolio, rimedieremo a ogni danno ambientale e riporteremo la costa del Golfo alla situazione precedente a questo" incidente, ha dichiarato. Intanto però il comandante della Guardia Costiera americana, l'ammiraglio Thad Allen, ha detto che la chiazza di petrolio nel Golfo del Messico si estende per un raggio di 200 miglia (320 km) attorno alla falla in fondo al mare. Il petrolio "si estende su un raggio di 320 chilometri attorno alla testa del pozzo da dove fuoriesce in questo momento, e non si tratta di una chiazza uniforme", ha detto l'ammiraglio, incaricato di coordinare le operazioni del governo, parlando all'emittente ABC. "Si tratta letteralmente di centinaia di migliaia di piccole chiazze", ha aggiunto nel corso della trasmissione della domenica "This week". Quella che stiamo combattendo - ha aggiunto - "è una guerra insidiosa, perchè (il petrolio) attacca quattro Stati l'uno dopo l'altro, e arriva da più direzione in funzione delle condizioni meteorologiche", ha spiegato l'ammiraglio Allen. I quattro Stati toccati dalla marea nera sono la Luisiana, e in misura minore il Mississippi, l'Alabama e la Florida.

plg/fcs

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