Martedì 08 Giugno 2010

Germania rompe gli indugi, scatta drastica manovra conti: 80 mld

Roma, 8 giu. (Apcom) - Ormai "austerità" è la parola d'ordine in tutta Europa. Ieri, come da attese, a rompere gli indugi è stata la Germania, dopo due giorni di vertice della coalizione di governo la cancelliera Angela Merkel ha annunciato una manovra correttiva drastica: 80 miliardi di euro da qui al 2014. A colpi di 11 miliardi l'anno Berlino vuole fare di necessità virtù: intende "cogliere l'opportunità" del risanamento, reso obbligato dopo le tensioni di mercato che nei mesi scorsi erano state innescate dalla crisi di bilancio in Grecia, per "dare il buon esempio" agli altri paesi europei, ha spiegato la Merkel. Sono in arrivo pesanti colpi di scure, si abbatterà su più voci di spesa e verranno create nuove tasse; a salvarsi saranno soltanto l'istruzione e le imposte sui redditi. E nel frattempo anche in Gran Bretagna il premier David Cameron prepara l'opinione pubblica a una cura da cavallo: la portata dei problemi è anche più profonda di quanto si temesse, ha affermato. Tornando alla Germania, il programma concordato prevede che una delle sforbiciate più pesanti colpisca il personale nella difesa, dove salteranno 40mila posti. Nella pubblica amministrazione verranno soppressi tra 10mila e 15 mila posti su 4 anni. Tagli alche alle politiche di assistenza sociale, come i contributi sui nuovi nati e modifiche restrittive ai meccanismi di sussidi alla disoccupazione. In arrivo anche una nuova tassa sull'energia nucleare, e possibili aumenti dell'Iva su alcuni beni, come il tabacco. Si tratta della più drastica manovra di austerità avviata dal paese dai tempi del dopoguerra, e secondo riscostruzioni di stampa durante il weekend si è sfiorata la rottura tra conservatori della Merkel e i liberali, capeggiati dal ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. In tutto questo è saltata (rinviata a data da destinarsi) la controversa costruzione a Berlino della replica di un castello risalente all'era prussiana: adesso i soldi per queste cose non ci sono. Non meno difficile il percorso di risanamento che si paventa in Gb. "La portata del problema è anche peggiore di quanto pensassimo", ha affermato oggi Cameron. Il premier si è soprattutto concentrato sul rischio di forti aumenti delle spese per interessi sul debito, a seguito del gonfiarsi di questo ultimo per il deterioramento dei deficit di bilancio. Il governo presenterà il piano di bilancio il 22 giugno, e in precedenza il ministro delle Finanze Goerge Osborne aveva già preannunciato tagli alla spesa pubblica da oltre 6 miliardi di sterline l'anno. "Le decisioni che prenderemo coinvolgeranno ogni singola persona nel paese - ha avvertito oggi Cameron. A le conseguenze di queste decisioni si trascineranno per anni".

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