Mercoledì 09 Giugno 2010

Intercettazioni/ Riparte esame in Senato, Pd: Ddl inaccettabile

Roma, 9 giu. (Apcom) - Riprende in Senato il contrastato iter del ddl che riscrive la disciplina delle intercettazioni. Dopo le ennesime nuove modifiche presentate ieri dal relatore Roberto Centaro, il testo è tornato all'esame della commissione Giustizia e nel pomeriggio dovrebbe approdare nell'aula di Palazzo Madama. 'Blindato' dal premier Silvio Berlusconi, sul provvedimento potrebbe arrivare già oggi l'annuncio da parte del governo del voto di fiducia. Ma lo scontro sul ddl resta alto e l'opposizione conferma il suo giudizio negativo sulle nuove norme proposte da governo e maggioranza: restano "inaccettabili" per il Pd. E anche l'Udc fa sapere che voterà contro l'attuale testo. "Se Fini si accontenta avrà le sue ragioni, io no e non mi si venga a dire che questo testo è migliorato perché non è vero", dice in un'intervista alla 'Stampa' la presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro. Quanto alla firma di Napolitano, taglia corto: "Il presidente è abbastanza saggio per decidere da solo, senza che io dia suggerimenti di sorta". La presidente del gruppo Pd è pronta a chiedere ai suoi senatori opposizione a oltranza, con decine di interventi sugli ordini del giorno se oggi il governo ponesse la fiducia alla legge sulle intercettazioni. Ma sostiene che ormai "il danno è fatto". "Noi - spiega - siamo partiti dalla necessità di avere una legge che evitasse il rischio che finissero sui giornali atti coperti dal segreto o non rilevanti ai fini delle indagini, oppure relativi alla privacy di soggetti addirittura estranei all'inchiesta. Invece si è fatto un testo che taglia le unghie ai giudici, tenta la censura nei confronti della stampa, mentre l'unica cosa seria che hanno fatto è togliere l'estensione del segreto di stato nei confronti degli appartenenti ai servizi segreti. Ma questo testo non è affatto migliorato, hanno solo fatto finta".

Red/Arc

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