Sabato 12 Giugno 2010

Martedì il match su manovra: prima summit finiani,poi gruppo Pdl

Roma, 12 giu. (Apcom) - E' una partita a scacchi, una mossa determina la successiva. Si gioca su più tavoli, dalle intercettazioni alla manovra: sullo sfondo la trattativa di lungo periodo tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Il match è tutto interno al Pdl e la prossima settimana si arricchirà di un nuovo capitolo. Martedì, infatti, i due schieramenti inizieranno a mettere in campo le rispettive strategie. A sera è prevista una riunione del gruppo del Popolo della libertà di palazzo Madama, con all'ordine del giorno un solo punto: la manovra. E così i finiani hanno deciso di anticipare un incontro già fissato e tenere proprio martedì mattina alla Camera una riunione con un solo punto all'ordine del giorno: la manovra. Sarà il presidente della commissione Finanze del Senato Mario Baldassarri a presentare la sua relazione introduttiva alla manovra. E proprio Baldassarri, insieme a Pasquale Viespoli, hanno incontrato stamane il Cavaliere a palazzo Grazioli. Il primo, come detto, segue il capitolo manovra, il secondo è più volte intervenuto pubblicamente anche sulle intercettazioni. I finiani, guidati da Baldassarri (a sua volta in costante contatto con Fini), lavorano a una serie di proposte che mirano a incidere sul provvedimento economico. In particolare, la trasformazione degli incentivi alle imprese in crediti d'imposta: proposta già dettagliata da Baldassarri, e sulla quale il presidente della Finanze del Senato avrebbe avuto oggi - secondo alcuni finiani - un'apertura dallo stesso premier. Ieri, d'altra parte, un'altra deputata vicina all'ex leader di An, il direttore del 'Secolo' Flavia Perina, non ha usato molti giri di parole quando sulle intercettazioni ha affermato: "Sicuramente non siamo soddisfatti del capitolo sui 'reati spia' e cercheremo di correggerlo alla Camera; di certo non vanno bene le multe agli editori o i limiti alle intercettazioni ambientali nel nome della 'privacy dei mafiosi'". Saranno due i possibili punti di frizione sul delicato capitolo degli ascolti. Le modifiche, appunto, rispetto alle quali Berlusconi sembra convinto della linea intrapresa e non esclude l'arma estrema della fiducia anche a Montecitorio. E quella della fiducia, rispetto alla quale al momento opportuno il presidente della Camera ha già confidato ai suoi che si farà sentire, se dovesse essere necessario. E d'altronde tutto si gioca sul sottile equilibrio che va costruendosi fra i due cofondatori, fatto di continui stop and go e soggetto a numerosi e potenzialmente fatali rischi di rottura. Domani, intanto, gli ex colonnelli di An e buona parte dello stato maggiore azzurro mostreranno plasticamente i numeri di cui possono godere in un convegno all'Eur: 'Più unito il Pdl, più forte l'Italia'.

Tom/Rea

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