Sabato 12 Giugno 2010

Scuola/ Miur: aumentano non ammessi a maturità, 6,1% del totale

Roma, 12 giu. (Apcom) - Aumentano gli studenti non ammessi all'esame di maturità: sono il 6,1% del totale, mentre l`anno precedente nelle stesse scuole non venne ammesso all`esame il 5,5%. Lo comunica il Miur rendendo noti i primi dati sui risultati dell`anno scolastico che si sta chiudendo. Si riferiscono agli scrutini per l`ammissione gli esami di maturità e alle classi dalla seconda alla quinta, di un "significativo campione" di istituti superiori, ossia licei, tecnici, professionali e artistici di Emilia Romagna, Marche, Veneto, Puglia, Lombardia e Campania. Secondo i primi dati si registra quindi un aumento dei non ammessi dello 0,6%: una percentuale in crescita costante nell`ultimo biennio. Se questa proiezione fosse confermata, i non ammessi alla maturità sarebbero in Italia 28.500. "I dati - aggiunge il Miur - confermano l`andamento già registrato nell'anno precedente, caratterizzato da una maggiore severità delle scuole". I dati si riferiscono ai primi 200 istituti delle sei regioni dove sono già stati scrutinati 11.779 allievi. "Si tratta, quindi, di una prima anticipazione rispetto ai dati completi che saranno disponibili nei prossimi giorni. Le cifre però - aggiunge il Miur - sono significative perché sono scuole scelte come campione attendibile per le loro caratteristiche sia territoriali e sia per il tipo di istituto". Anche per quanto riguarda i risultati degli scrutini relativamente alle prime quattro classi delle scuole superiori, i dati disponibili segnalano un incremento significativo dei non ammessi. Rispetto all`11,7% dei non ammessi alla classe successiva del precedente anno scolastico, quest`anno nelle stesse scuole la percentuale sale al 13,1%. Gli allievi promossi a giugno risultano quindi 62,9% mentre per più del 24% il giudizio è sospeso. Il 13,1% è la percentuale dei non ammessi. L`aumento delle bocciature, conclude il Miur, si rileva soprattutto negli istituti professionali e nei licei. Diminuiscono invece i bocciati negli istituti tecnici.

Red/Apa

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