Sabato 12 Giugno 2010

Fisco/Marcegaglia chiede riforma, Tremonti promette deregulation

Santa Margherita ligure, 12 giu. (Apcom) - Una vera riforma del fisco che aiuti le imprese e tutto il paese a crescere. Perché la crisi non ammette sconti ed è arrivato il monento "di fare le cose". È netta la richiesta che la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, rivolge al governo e in particolare al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti seduto in platea tra i giovani imprenditori di Confindustria ai quali il titolare di via Venti settembre annuncia un piano già al prossimo Consiglio dei ministri per semplificare la libertà di impresa modificando gli atricoli 41 e 118 della Costituzione. "Il tema delle tasse è vero - ha detto la Marcegaglia - chiediamo a Tremonti un tavolo sulla riforma fiscale". Il peso del fisco è troppo alto per l'Italia. La Marcegaglia ricorda uno studio di Mediobanca da cui si evince che la tassazione media sulle imprese è attorno al 48% contro il 25-30% della Germania. "C'è un problema vero di tassazione su imprese e lavoratori", afferma. E non basta. Serve anche uno snellimento burocratico, di regole che "le aziende sentono sulla loro pelle". Quello che Marcegaglia chiede sono poche riforme ma "chiare" a cominciare dalla libertà di impresa. Il ministro risponde a stretto giro: già al prossimo Cdm ci sarà un piano per lo snellimento burocratico per la libertà di impresa. Lo strumento potrebbe essere una modifica degli articoli 41 e 118 della Costituzione da fare attraverso una legge ordinaria che possa poi essere blindata da una legge costituzionale. I tempi se c'è la volontà politica del Parlamento e di tutti, anche degli imprenditori, dice Tremonti rivolto alla platea, possono essere ragionevoli, "reali". Marcegaglia torna a chiedere che si faccia di più sul fronte previdenziale: "alcune cose sono state fatte", ora "bisogna "rafforzare ulteriormente le riforme" attraverso un effettivo innalzamento dell'età. Il governo però esclude ogni intervento: la riforma è stata già fatta - ha detto Tremonti - e il "sistema pensionistico italiano è il più stabile d'Europa". Quello che invece a detta del ministro si deva fare è ridisegnare l'intero sistema del Welfare proprio per non cancellarlo perché la crisi ha dimostrato che non ci può essere più debito che ricchezza, più disavanzo che Pil.

Rbr/Vis

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