Sabato 12 Giugno 2010

Fiat/Marchionne: A Pomigliano sono in gioco 5mila persone- punto

Milano, 12 giu. (Apcom) - "La dichiarazione della Fiat è stata chiara". L'amministratore delegato Sergio Marchionne sottolinea così da Venezia come il "sì" all'accordo sullo stabilimento di Pomigliano con quattro sigle sindacali, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismi e Ugl, Fiom-Cgil esclusa, non sia sufficiente a far partire l'investimento. "Se i lavoratori non lo vogliono - ha aggiunge - basta che che lo dicano. E' una esperienza straordinariamente unica, ma con quante entità bisogna trovare l'accordo per dare lavoro a cinquemila persone? Non è mai successo in altri Paesi che si trasferisca la produzione dall'estero". Per Sergio Marchionne, per cui lo stabilimento campano può funzionare "massimizzando la produttività e facendoli lavorare con gli orologi svizzeri", l'intesa raggiunta ieri è stata comunque "un grandissimo passo avanti. Accettiamolo come tale e andiamo avanti". Il "no" della Fiom, che, ribadisce il segretario Cgil Guglielmo Epifani, tratterà il tema lunedì, occupa oggi il dibattito sulle prospettive di Pomigliano e dell'investimento da 700 milioni di Fiat per produrre la Nuova Panda. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi confida che alla fine "firmeranno tutti" e intanto sottolinea come l'intesa sia "un punto di svolta nelle relazioni industriali" che "vale più di molti incentivi". Mentre il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia avverte: "non possiamo più aspettare chi guarda sempre indietro". Una posizione condivisa sul versante sindacale dal segretario dei metalmeccanici della Fim-Cisl Giuseppe Farina, secondo cui l'adesione della Fiom è "una condizione auspicabile dalla quale tuttavia non può più dipendere il futuro dello stabilimento".

Sib

© riproduzione riservata