Mercoledì 16 Giugno 2010

Cogne, Annamaria Franzoni torna in aula imputata per calunnia

Torino, 16 giu. (Apcom) - Al processo 'Cogne bis', che si celebra al Tribunale di Torino e il cui dibattimento è iniziato nel gennaio 2010, Annamaria Franzoni è tornata come imputata, dopo la condanna a 16 anni per l'omicidio del figlio Samuele - poi diventati 13 con l'indulto, pena che sta scontando nel carcere di Bologna - con l'accusa di calunnia. La donna infatti, insieme al marito Stefano Lorenzi, poi scagionato, nel luglio del 2004, dopo la sentenza di primo grado del primo processo che la condannò a 30 anni, aveva denunciato Ulisse Guichardaz, un suo vicino di casa quando abitava nella villetta di Cogne, per aver ucciso il piccolo. Il secondo imputato del Cogne bis è Eric Durst, consulente del collegio difensivo della Franzoni, accusato di frode processuale in merito a una presunta falsificazione di prove, ovvero un'impronta lasciata nella villetta di Cogne durante il sopralluogo del luglio 2004, coordinato dall'allora avvocato della donna Carlo Taormina. La tesi dell'accusa, sostenuta dai pm Giuseppe Ferrando e Annamaria Loreto, e' che, nel sopralluogo dopo l'omicidio, vennero falsificate le tracce che, secondo la difesa di allora, rappresentavano la via di fuga del "vero assassino". Riguardo all'accusa di cui risponde la Franzoni invece, ciò che dovrà stabilire il giudice Roberto Arata è se la donna sapeva, al momento della denuncia, che il Guichardaz, scagionato da un alibi di ferro, una telefonata che fece da un numero fisso nell'arco temporale in cui fu ucciso Samuele, era innocente oppure no. Se cioè lo ha denunciato convinta che fosse colpevole oppure se abbia voluto depistare le indagini. L'avvocato Paola Savio, che oggi difende Annamaria Franzoni, in una delle prime udienze del Cogne bis aveva riferito che per risolvere questo processo occorrerà "entrare nella mente" della donna. Lo choc della morte del figlio infatti, secondo la difesa, avrebbe potuto influenzare anche i comportamenti successivi della Franzoni, come la presunta calunnia.

Sol

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