Mercoledì 16 Giugno 2010

Identificati resti Caravaggio: capo team: è Lui all'85%

Roma, 16 giu. (Apcom) - "Quelle ossa sono di Caravaggio all'80/85%". Il professor Giorgio Gruppioni, ordinario di Antropologia all'Università di Bologna, ha guidato il team di scienziati che in questi mesi ha studiato i resti trovati a Porto Ercole e che ha dato l'annuncio di averli identificati con quelli di Michelangelo Merisi. Gruppioni spiega ad Apcom che quella cui si è giunti è "una probabilità composta che si basa su una serie di elementi che concorrono tutti su un solo individuo: il periodo di morte stimato con il Carbonio 14, l'età di morte studiata con il metodo istologico, il sesso, la presenza metalli pesanti (piombo) nelle ossa, l'accertamento del terreno del vecchio cimitero del '600, l'analisi del Dna dei presunti discendenti". Proprio il Dna ha dato la definitiva certezza sulla 'paternità' delle ossa. "Di parenti stretti di Caravaggio non abbiamo resti, nè di discendenti in linea collaterale. Ma partendo dal presupposto che il cognome si eredita con la modalità pater-lineare del cromosoma Y, abbiamo fatto un confronto con un campione di persone che portano il cognome 'Merisio' e 'Merisi' (il genitivo di Merisio). Il risultato - dice Gruppioni - è stato che la maggior parte degli individui di questo ceppo familiare condivide una combinazione genetica unica al mondo e un soggetto, per appartenere a questo ceppo familiare, dovrebbe condividere questa particolare combinazione genetica". Come in effetti è risultato dai resti di Porto Ercole, anche se "una parte del Dna di quelle ossa è degradato e non si è potuta evidenziare". "Se avessimo potuto fare il confronto con delle tracce sicure appartenenti allo stesso Caravaggio saremmo potuti arrivare al 100% dell'attendibilità - continua il professore - come è stato nel caso di una recente ricerca sui resti di Copernico, dove il Dna è stato estratto dalle ossa e da capelli trovati in un libro che lui utilizzava. Nel caso di Caravaggio però non abbiamo nulla di lui, nè di parenti stretti, perchè figli non ne ha avuti. Un confronto dopo 400 anni solo con persone parenti alla lontana ci non consente di arrivare al 100%". Alla ricerca, iniziata nella primavera del 2009, hanno lavorato l'Università di Bologna (per le analisi antropologiche e genetiche), il Cedad dell'Università del Salento (per la datazione al carbonio 14), esperti di analisi ambientali (presenza del piombo) e ricercatori dell'Università dell'Aquila per la determinazione dell'età tramite metodo istologico e l'analisi dei terreni. Nei prossimi mesi, conclude Gruppioni, "cercheremo di arrivare a dei livelli maggiori di probabilità, migliorando questi confronti e trovando strade alternative su altri parenti di Caravaggio, anche in zone diverse. Sappiamo ad esempio che in Val Tellina c'è un ceppo che si ricollega al Caravaggio, persone che di cognome fanno Merissi. Per ora però oltre non si può andare".

Sav

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