Giovedì 17 Giugno 2010

In Piemonte detenuto si dice disponibile a donazione samaritana

Roma, 17 giu. (Apcom) - Un detenuto di un carcere piemontese ha espresso la volontà di aderire alla cosiddetta 'donazione samaritana', procedura resa possibile in Italia dopo il via libera espresso il 25 maggio scorso dal consiglio superiore di sanità, che l'ha resa ammissibile ma con alcune raccomandazioni. Il caso è già all'attenzione del centro nazionale trapianti, così come stabilito dal Css che, all'unanimità, aveva deciso che per i primi 10 casi la donazione samaritana "deve rientrare in un programma nazionale la cui gestione è affidata al Centro Nazionale Trapianti che riferirà annualmente al Css". E al Centro nazionale trapianti è in corso una riunione che ha all'ordine del giorno anche questo argomento. Al momento dell'ok del Css alla donazione samaritana erano tre i casi specifici di persone che avevano espresso la volontà di donare il proprio rene "per spirito di liberalità e gratuità in mancanza del ricevente identificato", due in Lombardia e uno in Piemonte. Poi, si era aggiunto un altro caso in Piemonte, quello di una donna di 50 anni, sposata e con figli, che aveva contattato l'ospedale Molinette di Torino per rendere nota la propria disponibilità a donare un organo, preferibilmente un rene. L'altro donatore samaritano del Piemonte è una ragazza piemontese di 35 anni il cui iter "blindato", riservatissimo, di esami medici e psicologici per verificare se goda di ottima salute, anche dal punto di vista psicologico, è già partito.

Apa

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