Venerdì 18 Giugno 2010

Sindaci in piazza: Manovra insostenibile.Bossi e Sacconi mediano

Roma, 18 giu. (Apcom) - Dopo le Regioni, tocca ai Comuni puntare i piedi contro i tagli contenuti nella manovra economica varata dal governo. In un documento, votato all'unanimità dal direttivo dell'Anci, si legge che "la manovra, se non sarà profondamente corretta, risulterà del tutto insostenibile, iniqua e produrrà pesanti effetti sulla vita dei cittadini, anche perché obbliga i Comuni a tagliare i servizi essenziali per le famiglie". I sindaci hanno deciso dunque di scendere in piazza, il 23 giugno, per manifestare davanti al Senato, la loro contrarietà al provvedimento. Il governo deve "riconvocarci subito per un confronto urgente", ha affermato il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino. Intanto, toni concilianti sono arrivati dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il quale ha affermato di ritenere possibile "una intesa. Quello che conta - ha detto - è che le Regioni riflettano" sui possibili risparmi che possono effettuare a cominciare dallo scioglimento di alcuni enti. A mediare anche Bossi, secondo il quale il 'no' delle Regioni è un "problema. Non perché questa tocchi il federalismo - ha proseguito replicando alle dichiarazioni del governatore della Lombardia Roberto Formigoni - ma perché le Regioni si sentono un po' nude e sentono di avere troppo poco. Bisognerà trovare la via per aiutare le Regioni più virtuose". Ieri una delegazione di sindaci è salita al Colle per incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dall'incontro è emerso un richiamo alla "responsabilità da parte di tutti" e un invito a riflettere sui sacrifici chiesti. I Comuni - si legge nel documento - non possono che lanciare un grido di allarme" per gli effetti che le misure contenute nella manovra avranno "sul livello dei servizi erogati ai cittadini e sugli investimenti in infrastrutture del Paese. Assistenza, asili nido, trasporto pubblico, scuola, ambiente, infrastrutture per la mobilità, sono i settori - proseguono i sindaci - che più di altri saranno colpiti e con essi i cittadini e soggetti sociali ed economici che fanno riferimento a queste funzioni fondamentali dei Comuni italiani". Così com'è, attaccano dunque i sindaci, costringerà i Comuni a mettere le mani in tasca ai cittadini per mantenere i servizi. Ma deve essere chiaro che "non saranno le nostre mani, saranno le loro", ha sottolineato il vicepresidente dell'Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, riferendosi al governo. Anche qui, come per le Regioni, non si mettono in discussione i saldi della manovra, ma la redistribuzione dei sacrifici: "Dei circa 15,5 miliardi di tagli alla spesa ben 14,8 miliardi pesano sulle Regioni e gli enti locali. Fatto cento i tagli alla spesa - ha proseguito Chiamparino - si tratta del 90%".

Ale/

© riproduzione riservata