Venerdì 18 Giugno 2010

Unipol/ Ghedini chiede ad Alfano invio ispettori a Procura Milano

Roma, 18 giu. (Apcom) - Il ministro della Giustizia valuti l'avvio di "iniziative ispettive, anche ai fini dell'eventuale promozione dell'azione disciplinare" nei confronti del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, Massimo Meroni. Lo chiedono, in una interrogazione a risposta scritta presentata ieri, il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia a Montecitorio, Enrico Costa, e il deputato del Pdl e legale di Silvio Berlusconi, Nicolò Ghedini. Il pm Meroni aveva chiesto qualche giorno fa alla Giunta delle Autorizzazioni di Montecitorio il via libera per l'accompagnamento coatto di Ghedini per rendere testimonianza sulla vicenda dell'intercettazione Fassino-Consorte nell'ambito dell'inchiesta Unipol. Un comportamento "inqualificabile", un fatto "grave" e, si legge nell'interrogazione, "inaccettabile nei confronti di un difensore che non solo si è reso disponibile prima telefonicamente, poi personalmente ed ha fornito per iscritto tutte le delucidazioni che il codice e la deontologia gli consentivano oltre e comunque ad appalesare precisi legittimi impedimenti". Secondo Cicchitto, Costa e Ghedini il magistrato aveva "l'intento di creare un caso politico con coinvolgimento della Camera dei Deputati e l'inevitabile strepito mediatico". "E' evidente - si legge ancora nell'interrogazione - che il dottor Meroni, quanto meno per negligenza, ha prospettato sia al Giudice, sia alla Camera dei Deputati una situazione che non appare corrispondente alla realtà, creando un gravissimo danno d'immagine all'onorevole Ghedini, violando doveri di correttezza e lealtà oltre che principi fondamentali costituzionali in tema di diritto di difesa e norme del codice di procedura penale". "Si tratta quindi di un gravissimo episodio - insistono i deputati del Pdl - che ha anche chiaramente connotazioni politiche, ma che riguarda solo ed esclusivamente il dottor Meroni e non coinvolge minimamente la Procura di Milano o i suoi vertici. L'accaduto appare particolarmente grave poiché non si può consentire che un Pubblico Ministero disponga l'accompagnamento coattivo non tanto di un parlamentare o di un avvocato, ma di un cittadino senza dar conto dell'impedimento opposto e senza aver esperito comunque alcun accertamento".

Luc

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