Sabato 26 Giugno 2010

Brancher/ Il Quirinale gela: No a impedimento. Pd-Idv: si dimetta

Roma, 26 giu. (Apcom) - Riprende oggi a Milano l'udienza del processo Antonveneta contro il neoministro Aldo Brancher. E come un ciclone sulla politica si è abbattuta ieri la nota del Quirinale: un testo secco, che in cinque righe dichiara impossibile la scelta del neoministro di chiedere il legittimo impedimento per il processo. L'impedimento non c'è, dice il Quirinale, perché il ministro senza portafoglio non ha alcun dicastero da organizzare. Subito Idv e Pd hanno chiesto le dimissioni di Brancher preannunciando una mozione di sfiducia per il nuovo membro dell'esecutivo. "In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell'onorevole Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento - ha scritto il Quirinale - si rileva che non c'è nessun nuovo Ministero da organizzare, in quanto l'onorevole Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio". Parole che colgono di sorpresa innanzitutto il diretto interessato che, contattato a caldo, si limita a replicare: "Non so niente, devo sentire. Non ne sapevo niente". Chi invece sembra avere le idee ben chiare è l'Italia dei valori. Antonio Di Pietro chiede "immediate dimissioni", promette una mozione di sfiducia e si appella a tutte le forze politiche, Lega compresa, affinché la sottoscrivano. Via libera quasi immediato del Pd, per bocca di Dario Franceschini: "Chiediamo con forza le dimissioni e adotteremo tutte le iniziative parlamentari conseguenti d'intesa con gli altri gruppi di opposizione". I vertici del Pdl e della Lega non si espongono troppo. Diverso l'approccio dei finiani. Già ieri mattina Fabio Granata aveva definito "inopportuna sul piano politico la procedura con cui si è arrivati da parte del nuovo ministro a chiedere il legittimo impedimento". Oggi, il giudice Annamaria Gatto inviterà le parti a illustrare e discutere la richiesta di rinvio per legittimo impedimento continuativo presentata dai legali di Brancher, ma con ogni probabilità si riserverà di decidere per farlo all'udienza successiva, il prossimo 5 luglio.

Tom/Aqu

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