Domenica 27 Giugno 2010

Brancher/ Corsera: Andrà in tribunale. La verita su ruolo Colle

Roma, 27 giu. (Apcom) - "Uno spettacolo amaro...": Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, definisce così la vicenda del ministro Aldo Brancher e parla, in un articolo in cui ricostruisce i difficili rapporti tra il Quirinale e palazzo Chigi, di un presidente della Repubblica "amareggiato", che si sente "preso in giro" dalla nomina nel governo dell'ex dirigente Fininvest, tanto più che le deleghe del nuovo membro del governo sono state presentate "in un testo pastrocchio" che non ha ancora visto la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Per questo, raccontando le ultime due settimane, De Bortoli parla spesso di un Giorgio Napolitano "amareggiato" e "arrabbiato", che definisce "una pagliacciata o peggio un gioco delle tre carte" tutta la vicenda Brancher. Ecco quindi che De Bortoli spiega il ricorso del Colle alla famosa nota in cui il capo dello Stato ha invitato il ministro a non avvalersi dello scudo offerto dal legittimo impedimento. Secondo De Bortoli, infatti, Napolitano rimane convinto che il ministro non abbia così tante cose da fare da non poter entrare in aula. Non solo: De Bortoli racconta anche delle telefonate tra il capo dello Stato e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta prima e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi poi. Telefonate nelle quali Napolitano si è sempre sentito dire di non preoccuparsi e che le deleghe sarebbero artrivate subito. Così non è stato e a poco è valso portare all'attenzione del capo dello Stato le difficoltà nei rapporti tra Pdl e Lega. Già il giorno del giuramento, infatti, Napolitano ha sollevato dubbi, che sono stati smorzati con una battuta del ministro dell'Economia Giulio Tremonti ("Brancher - dice De Bortoli - sarà un ministro low cost"). Battuta per battuta, Napolitano replica e definisce Tremonti, insieme al collega Roberto Calderoli, "i padrini dello sposo". Alla fine, però, il giuramento avviene, anche se Napolitano non è proprio convinto. A far straripare il vaso, la dichiarazione di Umberto Bossi, il quale tuona "l'unico ministro del federalismo sono io". Infine, l'immediato ricorso al legittimo impedimento da parte di Brancher: troppo per Napolitano, che prende carta e penna e scrive chiaro e tondo che il neo-ministro non ha così tante da fare da non poter andare in tribunale. Il tutto firmato F. De B., Ferruccio De Bortoli.

Gic

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