Lunedì 28 Giugno 2010

Pedofilia, Via libera di corte suprema Usa a processi a Vaticano

Roma, 28 giu. (Apcom) - Dopo l'irruzione di poliziotti e magistrati nella sede dell'arcivescovado di Bruxelles, nuovo scoglio giudiziario per la Santa Sede. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha di fatto dato il via libera ai processi a carico del Vaticano in casi che coinvolgono dei preti pedofili. A poco è valso il parere dell'amministrazione Obama favorevole alla posizione del Vaticano. Né ha influito il fatto che sei giudici supremi su nove siano di religione cattolica. La suprema giurisdizione statunitense ha respinto, senza commenti, ha respinto l'appello del legale della Santa Sede all'immunità propria degli Stati esteri. La causa è stata intentata da John Doe, un uomo che ha denunciato gli abusi sessuali subiti da padre Andrew Ronan. Nonostante ripetute accuse, nel corso degli anni il sacerdote, deceduto nel 1992, era stato trasferito dall'Irlanda agli Stati Uniti e, oltreatlantico, da Chicago a Portland, dove avrebbe abusato di Doe. Di fronte alle denunce il Vaticano ha rivendicato l'immunità facendo appello al Foreign Sovereign Immunities Act del 1976 che permette agli Stati esteri di non essere processati da una corte Usa. Questa legge, tuttavia, contiene delle eccezioni. Una corte di appello ha fatto riferimento a una di esse per stabilire che il sacerdote sotto accusa aveva sufficienti legami con il Vaticano da configurare un rapporto di dipendenza analogo a quello di un impiegato dell'Oregon. Oggi, la Corte suprema ha rifiutato di prendere una decisione sulla richiesta di immunità avanzata dal Vaticano e il processo può di conseguenza proseguire. In Belgio, intanto, si è dimessa la commissione indipendente nominata dalla Conferenza episcopale belga che ha raccolto alcune denunce contro preti pedofili. Il presidente, il neuropsichiatra Peter Adrianssens, e gli altri commissari hanno protestato, in particolare, per la requisizione dei 450 dossier relativi alle denunce (maggioritariamente di parte fiamminga), che, a loro avviso, violerebbe la 'privacy' di coloro che avevano preferito rivolgersi a questo organismo invece che alle forze dell'ordine. "Siamo stati utilizzati come esca", ha detto Adriaenssens. "Hanno agito in questo modo perché pensavano che potessimo tenere nascosta la verità, mentre la nostra intenzione era di lavorare in piena trasparenza". Il neuropsichiatra è stato convocato e ascoltato oggi dagli inquirenti della polizia federale di Bruxelles, presumibilmente come testimone. Il ministro della Giustizia belga Stefaan De Clerck, da parte sua, ha giudicato oggi "una brutta notizia per tutte le parti interessate" le dimissioni della commissione. "Sono convinto che la Giustizia e la commissione avrebbero potuto essere complementari", ha detto De Clerck. In Vaticano, intanto, sono giornate di lavoro intense prima della pausa estiva che Benedetto XVI trascorrerà, dalla prossima settimana, nella residenza di Castel Gandolfo. In mattinata si è svolto un vertice chiarificatore con il cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna che, nelle scorse settimane, aveva criticato duramente l'ex Segretario di Stato vaticano in merito allo scandalo della pedofilia. All'incontro hanno partecipato, oltre al Papa e a Schoenborn - suo ex allievo e amico personale - lo stesso Sodano e il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone. In serata, ai vespri per la solennità dei santi Pietro e Paolo nella basilica romana di San Paolo, il Papa ha annunciato la creazione di un nuovo dicastero vaticano per la rievangelizzazione dei paesi occidentali ormai secolarizzati.

Ska

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