Mercoledì 21 Luglio 2010

Feltri attacca i pm di Caltanissetta:Una bomba contro Berlusconi

Roma, 21 lug. (Apcom) - I pm di Caltanissetta fanno "terrorismo", lanciano una "Bomba sulla tesa di Berlusconi". Il Giornale di Vittorio Feltri apre oggi con una polemica rivolta contro i magistrati che indagano sulle stragi di mafia, dopo il loro annuncio-shock di ieri sera: "Sulla morte di Borsellino siamo vicini alla verità, la politica potrebbe non reggere il peso", avevano detto i due pm dopo l'audizione presso la commissione Antimafia. Parole che per Feltri sono appunto "terrorismo", come scrive nel sommario sotto al titolo di apertura. Nell'editoriale del direttore c'è la spiegazione: "Di che cosa si tratti con esattezza non è dato sapere. Tuttavia non è necessario essere delle aquile per prevedere che, nei prossimi giorni, forse oggi stesso, l'esplosiva rivelazione sarà resa di dominio pubblico. E provocherà una deflagrazione talmente devastante da far crollare quel poco ancora in piedi dell'attuale sistema politico". Feltri ricorda che "da tempo si gira intorno al tema mafia e si dice con insistenza che la criminalità organizzata abbia dato una mano a Forza Italia a imporsi nel Paese. Ora però gli inquirenti sarebbero in possesso di elementi forti per provare la fondatezza di quelle che sembravano illazioni, sicché da un momento all'altro ci si attende la convocazione di una conferenza stampa dei magistrati in cui dovrebbe essere fatto il dirompente annuncio". Per Feltri, però, "resta da spiegare come sia possibile favorire il successo di un partito compiendo delle stragi in Sicilia" e "se non si facesse chiarezza, ci troveremmo ancora una volta di fronte a un tentativo maldestro di liquidare una maggioranza, legittimamente eletta, con mezzi da Repubblica delle banane". Tanto più, sottolinea il direttore, che il presidente dell'Antimafia Giuseppe Pisanu ha smentito che durante l'audizione i due pm abbiamo fornito informazioni così dirompenti: "Ma allora a che gioco giochiamo? - conclude il direttore del Giornale - Se anche i giudici si mettono a parlare a ruota libera, siamo a posto".

Adm

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