Domenica 15 Agosto 2010

Sisma Abruzzo/ Pm: Metà vittime uccise da costruzioni insicure

Roma, 15 ago. (Apcom) - L'inchiesta della Procura dell'Aquila sul terremoto del 6 aprile 2009 punta il dito sulle responsabilità di chi ha costruito e ristrutturato edifici moderni senza rispettare norme di sicurezza, criteri antisismici, requisiti qualitativi dei materiali: lo spiega il quotidiano dei vescovi Avvenire, in un servizio annunciato con grande evidenza in prima pagina. Secondo Avvenire nel capoluogo abruzzese sarebbero '135 le vittime del cemento killer', il 45 per cento delle vittime totali. Questi 135, che avrebbero perso la vita a causa di errori o negligenze umane, sono quelle perite nel crollo di 15 palazzi in cemento armato. L'ipotesi "trova conferma - scrive il quotidiano - anche nelle analisi tecniche della Procura dell'Aquila". Avvenire virgoletta alcuni passaggi del documento dell'accusa, secondo cui "la vulnerabilità degli edifici e il cedimento strutturale è una concausa preesistente al sisma", quindi non un "fattore eccezionale, anomalo o imprevedibile". Secondo il quotidiano cattolico "tra le pieghe della voluminosa memoria della pubblica accusa si sottolineano impietose responsabilità per quei palazzi collassati, costruiti tra gli anni 50 e 60". Tornando a citare i risultati dell'inchiesta 'tecnica', nella quale si legge che i palazzi in cui sono morte quasi metà delle vittime del sisma sarebbero crollati per "la generale condizione di inadeguatezza sismica dipendente essenzialmente da fattori umani, quali la scarsa qualità dei materiali costruttivi utilizzati, errori di calcolo e di progetto, negligenze manutentive, errati interventi successivi di modifica strutturale". Tra i casi sui quali si appunta l'attenzione degli inquirenti, precisa il quotidiano, il crollo di via XX settembre 46, nel quale morirono 8 persone, dove il crollo sarebbe da attribuire alla "mancanza di un pilastro portante"; quello di via Sturzo 39, 21 vittime: collasso attribuito in questo caso alla "assenza del numero minimo delle staffe di collegamento delle armature; a via Rossi 22 morirono 17 persone, secondo il documento citato da Avvenire anche a causa degli "errati interventi del 2000 per la sopraelevazione senza previa verifica della consistenza delle strutture preesistenti con aumento dei carichi verticali permanenti". Su tutti questi episodi, ovviamente, l'ultima parola la diranno i procedimenti giudiziari.

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