Domenica 22 Agosto 2010

Berlusconi a Fini: No mercato avvilente, con noi o voto subito

Roma, 22 ago. (Apcom) - Nessun passo indietro. Anzi, in un audiomessaggio ai Promotori della libertà il premier Silvio Berlusconi torna ad attaccare duramente i finiani, che si rendono protagonisti di un "avvilente mercato politico", e ribadisce l'ultimatum alla forza guidata da Gianfranco Fini: i cinque punti del programma che il Pdl sottoporrà al Parlamento non sono "negoziabili", l'alternativa è solo il ritorno alle urne. Uno scenario che sembra avvicinarsi, visto che il Cavaliere invita i simpatizzanti alla mobilitazione e avverte: "Dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza, come quella ad esempio di elezioni entro poco tempo". Non usa mezzi termini, Berlusconi, quando denuncia i tentativi di chi vuole ribaltare l'esecutivo con "giochi antidemocratici di Palazzo" e portare gli sconfitti al potere. Imputato è soprattutto Gianfranco Fini e il suo nuovo gruppo parlamentare, Futuro e libertà, che per Berlusconi è il frutto di un'iniziativa "paradossale". Una cosa, comunque, è certa: "Noi ci faremo logorare, non tireremo a campare" sottoponendoci a "discussioni tipiche della Prima Repubblica". Ma non basta. "Nelle prossime settimane - va giù duro il premier - si vedrà la differenza tra chi, come noi, vuole fare le grandi riforme, e chi al contrario vuole soltanto perseguire obiettivi di potere e di carriera nell`esclusivo tornaconto della propria aziendina politica", che poi significa non negoziare "al ribasso" sui cinque punti come vorrebbe chi pensa "di farne oggetto di un mercato politico che per noi è avvilente ed hanno l'obiettivo fin troppo scoperto di ribaltare il risultato del voto popolare". L'ultimo messaggio è indirizzato a coloro i quali vorrebbero dar vita a un ribaltone: senza fiducia parlamentare "la strada maestra non può essere che quella di ritornare davanti al giudizio del popolo" e "chi dice il contrario invocando magari dei formalismi costituzionali sa bene, benissimo, di dire una falsità: è davvero singolare che a credere nella sovranità del popolo e nel rispetto della democrazia sia il premier, cioè il sottoscritto, che tante volte è stato indicato dalla sinistra come un dittatore". Il Cavaliere lascia infine socchiusa la porta per Casini e l'Udc, nonostante lo stop di Umberto Bossi. Intercettato da Sky Tg24 nel corso di una passeggiata ad Arona, in provincia di Novara, il presidente del Consiglio non si sbilancia e a chi gli chiede se l'Udc possa entrare nella maggioranza nonostante lo stop della Lega replica: "L'importante è avere un governo".

Tom

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