Sabato 16 Ottobre 2010

'Ndrangheta/A Locri ricordo Fortugno, la vedova: Ora i mandanti

Locri, 16 ott. (Apcom) - Se non fosse per la stele che ricorda il brutale assassinio, palazzo Nieddu del Rio è rimasto lo stesso di quel 16 ottobre del 2005, quando l'allora vicepresidente del Consiglio regionale calabrese, Francesco Fortugno, rimase vittima di un agguato in uno dei seggi elettorali allestiti per le primarie del centrosinistra. Di buon mattino il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il presidente del Pd Rosy Bindi, molti parlamentari, autorità locali (a partire dal Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti) e procuratori del calibro di Piero Grasso, Salvatore Di Landro e Nicola Gratteri arrivano a Locri per rendere omaggio alla memoria del politico calabrese ucciso dalla `ndrangheta. La commemorazione, poi quasi tutti al palazzetto dello sport del centro calabrese, per una tavola rotonda sulla legalità aperta dalle parole inequivoche della vedova Fortugno, la deputata del Pd Maria Grazia Laganà, che invita a scoprire i mandanti, anche politici, dell'assassinio: "Si indaghi ancora e in ogni direzione. Non ci si fermi sulla soglia della zona grigia, si abbatta il muro di gomma, si trattava di un omicio politico-mafioso. La zona mafiosa è stata individuata. La prima parte, quella zona grigia, è quella che chiedo di individuare". Secondo Alfano, comunque, molto è stato già fatto, altro ancora c'è da fare: "La 'ndrangheta deve sapere che lo Stato reagirà sempre più duramente".

Tom

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