Giovedì 02 Dicembre 2010

Osce/ Berlusconi: Vanno superate divisioni, serve accordo pieno

Roma, 2 dic. (Apcom) - Il Premier Silvio Berlusconi interviene alla seconda giornata di lavori del vertice Osce ad Astana e chiede un "accordo globale e completo sul testo della dichiarazione finale" sottolineando come essa debba risultare come "un messaggio di ottimismo e pace per tutti i nostri paesi e popolazioni". "Dobbiamo avere la capacità e la forza di superare i contrasti" perchè "è in gioco la stabilità di un'area immensa del mondo" quale quella rappresentata dai Paesi Osce", afferma Berlusconi nel suo intervento trasmesso in diretta da Sky Tg 24. "Dobbiamo lanciare da questa città - un messaggio di fiducia e ottimismo". Ovvero la convinzione di tutti i Governi dei paesi Osce che ci sia "la possibilità di garantire a tutti un futuro di pace". Il che avverrà, a giudizio del Premier, se nella dichiarazione finale di Astana prevarrà "uno spirito di forte condivisione" che consenta di "trovare un accordo su pochi e concreti obbiettivi di pace, sicurezza, garanzia per i diritti umani" perchè "è sui fatti che può e deve fondarsi l'accordo totale e la condivisione". Uno "spirito di condivisione internazionale fondato sui fatti", dunque, quello che Berlusconi evoca da Astana per conseguire il quale, a suo giudizio è al 'modello Kazakistan', o meglio al 'modello Nazarbayev, che ci può ispirare. Non solo e non tanto per "l'accoglienza straordinaria riservata a tutti" i Paesi presenti al vertice ma perchè "siamo tutti colpiti -afferma Berlusconi- dal miracolo Astana: una capitale moderna ed efficiente costruita in dieci anni nel deserto" che è "frutto dell'intelligenza politica del suo Presidente, Nazarbayev: un leder per questo giustamente amato dal suo popolo, visto che i sondaggi attestano il 92% di amore e stima". "Nella mia precedente vita di imprenditore - ricorda Berlusconi- ho realizzato diverse 'new town'. So bene, dunque, cosa significa creare dal niente decine di edifici pubblici: Nazarnayev ha realizzato qualcosa di grandioso. Ed oggi fa convivere in pace e sicurezza 146 etnie diverse.Oltre ad aver avutom il coraggio di di cedere volontariamente il quarto arsenale al mondo, esempio per il disarmo che tutti dobbiamo persguire nel nostro futuro".

Red/Pol

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