Venerdì 03 Dicembre 2010

Terzo polo compatto su sfiducia a governo: Con Pd e Idv siamo 317

Roma, 3 dic. (Apcom) - Il Terzo Polo scioglie la riserva e annuncia una mozione di sfiducia al governo. Ma prima ancora che venga discussa alle Camere insieme a quelle di Idv e Pd, l'auspicio di Fli, Udc, Mpa, Api e LibDem è che Silvio Berlusconi rassegni spontaneamente le sue dimissioni per aprire una "fase nuova". Prospettiva esclusa recisamente da Ignazio La Russa: "Non lo farà mai". Mentre il premier è in Kazakhstan, dove deve affrontare anche le nuove rivelazioni di Wikileaks, i 'terzisti' si riuniscono nello studio del presidente della Camera: al tavolo di Fini siedono Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli, poi si aggiungono il Liberaldemocratico Italo Tanoni, il leader dell'Mpa Raffaele Lombardo e il repubblicano Giorgio La Malfa. E' lì che si decide di accelerare, presentare una mozione di sfiducia comune, che secondo i primi calcoli potrà contare sulla sottoscrizione di oltre 80 deputati, forse anche 85. La somma con i deputati di Pd e Idv la fa il capogruppo di Fli Italo Bocchino: "Siamo in 317". Ovvero, più della maggioranza assoluta di Montecitorio, tanto che Fini, nella riunione con i suoi, commenta: "La fiducia alla Camera non c'è". Da qui l'invito al premier, in una nota firmata dai deputati di Udc, Fli, Api, Mpa, Liberaldemocratici, La Malfa e Guzzanti del Gruppo misto, "a dimettersi per facilitare l'apertura di una fase nuova ed evitare l'ulteriore logoramento politico e istituzionale e inutili manovre di palazzo". L'obiettivo, "alla luce della comprovata inadeguatezza dell'attuale esecutivo", è quello di assicurare al Paese un governo solido e sicuro in grado di affrontare la seria crisi economico-sociale e di evitare un inutile e dannoso ricorso alle urne". Un concetto che Fini avrebbe spiegato con chiarezza nella riunione con i parlamentari di Fli: "La mozione sarà responsabile, centrata sull'assoluta necessità per l'Italia di non fare un salto nel buio", avrebbe detto. Ancora più chiaramente: "Ragionevolmente escludo" il ritorno alle urne, "anche per la crisi economica", aggiunto Fini. Ma anche se si andasse a votare, avrebbe avvertito, "abbiamo qualche motivo in più per fare capire a Berlusconi che lui le elezioni non le vince". Ovvero, l'unità del terzo polo.

Pol

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