Venerdì 03 Dicembre 2010

In Israele brucia il Monte Carmelo: almeno 40 morti

Roma, 3 dic. (Apcom) - Il peggior disastro naturale nella storia di Israele: l'incendio in corso nella zona del Monte Carmelo, nella regione settentrionale dello Stato ebraico, ha causato almeno 40 morti e numerosi feriti e, ammettono i vigili del fuoco, è attualmente ancora fuori controllo. Il premier Benjamin Netanyahu - che ha chiesto nel pomeriggio l'aiuto di Grecia, Cipro, Italia e Russia per la fornitura di sostegno specialistico e in particolare di apparecchi aerei anti-incendio - si è recato sul luogo del disastro per essere aggiornato sull'evolversi della situazione. Sia il premier che il presidente Shimon Peres hanno reso omaggio alla memoria delle vittime - tutte guardie carcerarie - ed elogiato il lavoro svolto dai vigili del fuoco e dai servizi di soccorso. Le vittime si trovavano a bordo di un pullman diretto verso la prigione di Damas per assistere il personale nello sgombero della struttura, che ospita 500 detenuti palestinesi e che era minacciata dalle fiamme: il veicolo si sarebbe rovesciato a causa della caduta di un albero e inghiottito dall'incendio. Gli sfollati sono centinaia: i vicini villaggi di Issafiyah e Beit Oron sono stati sgomberati dalle autorità, secondo le quali tuttavia il vento che alimenta le fiamme soffia verso il mare e non vi sarebbero quindi rischi per i centri abitati. Al momento sono 25 le squadre dei vigili del fuoco - appoggiati da quattro aerei antincendio - impegnati nelle operazioni di spegnimento delle fiamme: una forza che - come riconoscono le autorità israeliane - è del tutto insufficiente a fare fronte alla crisi; la Grecia si è detta pronta ad inviare una squadra di trenta specialisti. Le cause dell'incendio non sono state accertate ma sembra escluso che si possa trattare di un evento doloso, data la forte siccità nella regione.

Mgi

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